LilyPond — Guida alla Notazione

Questo manuale costituisce la guida di riferimento per tutti gli aspetti relativi alla notazione musicale in LilyPond versione 2.23.11. Si presuppone che il lettore conosca il materiale esposto nel Manuale di Apprendimento.

Questo manuale è disponibile in altri formati ed è integrato col resto della documentazione. Maggiori informazioni in Manuali.

La documentazione completa si trova all’indirizzo https://lilypond.org/.


1. Notazione musicale

Questo capitolo spiega come creare la notazione musicale.


1.1 Altezze

[image of music]

Questa sezione tratta il modo in cui si determina l’altezza delle note. Occorre considerare tre aspetti: input, modifica e output.


1.1.1 Inserimento delle altezze

Questa sezione spiega come indicare l’altezza delle note. Ci sono due modi di collocare le note in una determinata ottava: il modo assoluto e il modo relativo. Nella maggioranza dei casi il modo relativo è più funzionale.


Ottava assoluta

Le altezze, se non si adotta una lingua diversa, sono scritte in notazione olandese, che usa le lettere minuscole dalla a (La) alla g (Sol). Le note c (Do) e b (Si) vengono scritte un’ottava sotto il Do centrale.

{
  \clef bass
  c4 d e f
  g4 a b c
  d4 e f g
}

[image of music]

Si possono indicare altre ottave con l’apice singolo (') o la virgola (,). Ogni ' alza l’altezza di un’ottava; ogni , abbassa l’altezza di un’ottava.

{
  \clef treble
  c'4 e' g' c''
  c'4 g b c'
  \clef bass
  c,4 e, g, c
  c,4 g,, b,, c,
}

[image of music]

I normali segni di ottava possono essere inseriti una sola volta se si imposta un’altezza di riferimento dopo \fixed e prima della musica. Le altezze inserite in un blocco \fixed hanno bisogno dei segni ', solo quando si trovano sopra o sotto l’ottava dell’altezza di riferimento.

{
  \fixed c' {
    \clef treble
    c4 e g c'
    c4 g, b, c
  }
  \clef bass
  \fixed c, {
    c4 e g c'
    c4 g, b, c
  }
}

[image of music]

Le altezze dell’espressione musicale che segue \fixed non cambiano se racchiuse da un blocco \relative, che vedremo tra poco.

Vedi anche

Glossario musicale: Nomi delle altezze.

Frammenti di codice: Altezze.


Ottava relativa

L’inserimento delle note con l’ottava assoluta costringe a specificare l’ottava di ogni singola nota. Al contrario, se si usa l’ottava relativa, ogni ottava è determinata dall’ultima nota: se si cambia l’ottava di una nota, cambieranno anche le ottave di tutte le note successive.

La modalità relativa deve essere impostata in modo esplicito col comando \relative:

\relative altezza_di_riferimento espressione_musicale

In modalità relativa ogni nota è collocata il più vicino possibile a quella precedente. Questo significa che l’ottava di ogni altezza all’interno di espressione_musicale viene calcolata nel modo seguente:

Ecco il modo relativo in azione:

\relative {
  \clef bass
  c d e f
  g a b c
  d e f g
}

[image of music]

I segni di cambiamento d’ottava si impiegano per gli intervalli più ampi di quello di quarta:

\relative {
  c'' g c f,
  c' a, e'' c
}

[image of music]

Una sequenza di note senza segni di ottava può tuttavia comprendere intervalli di grande estensione:

\relative {
  c f b e
  a d g c
}

[image of music]

Nel caso di blocchi \relative annidati, il blocco \relative più interno inizia con la propria altezza di riferimento, indipendentemente dal \relative più esterno.

\relative {
  c' d e f
  \relative {
    c'' d e f
  }
}

[image of music]

\relative non ha effetto sui blocchi \chordmode.

\new Staff {
  \relative c''' {
    \chordmode { c1 }
  }
  \chordmode { c1 }
}

[image of music]

\relative non può essere inserito all’interno dei blocchi \chordmode.

La musica all’interno di un blocco \transpose è considerata in notazione d’ottava assoluta, a meno che non sia incluso il blocco \relative.

\relative {
  d' e
  \transpose f g {
    d e
    \relative {
      d' e
    }
  }
}

[image of music]

Se l’elemento precedente è un accordo, il posizionamento dell’ottava della nota o dell’accordo che segue è riferito alla prima nota dell’accordo stesso. All’interno degli accordi la nota successiva è sempre relativa a quella precedente. Esaminate con attenzione l’esempio seguente, e in particolare le note c.

\relative {
  c'
  <c e g>
  <c' e g'>
  <c, e, g''>
}

[image of music]

Come spiegato sopra, il riferimento delle altezze a un’ottava è calcolato in base ai soli nomi delle note, senza considerare le alterazioni. Dunque un Mi doppio diesis che segue un Si verrà posizionato sopra, mentre un Fa doppio bemolle sarà posizionato sotto. In altre parole, un intervallo di quarta aumentata due volte viene considerato più piccolo di una quinta diminuita due volte, indipendentemente dal numero di semitoni contenuto in ogni intervallo.

\relative {
  c''2 fis
  c2 ges
  b2 eisis
  b2 feses
}

[image of music]

In situazioni complesse, può essere utile cambiare l’altezza di riferimento senza tener conto di ciò che è successo prima, usando \resetRelativeOctave:

\relative {
  <<
    { c''2 d }
    \\
    { e,,2 f }
  >>
  \resetRelativeOctave c''
  c2
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: quinta, intervallo, Nomi delle altezze.

Guida alla notazione: Controlli di ottava.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: RelativeOctaveMusic.


Alterazioni

Nota: I nuovi utenti sono talvolta confusi dalla gestione delle alterazioni e delle armature di chiave. In LilyPond i nomi delle note specificano le altezze; le armature e le chiavi determinano come queste altezze debbano essere rappresentate. Una nota non alterata come c significa ‘Do naturale’, indipendentemente dall’armatura o dalla chiave. Per maggiori informazioni si veda Altezze e armature di chiave.

Nella modalità di notazione predefinita un diesis si ottiene aggiungendo is al nome della nota, un bemolle aggiungendo es. Come potete immaginare, un doppio diesis o doppio bemolle si ottengono aggiungendo isis o eses. Questa sintassi è desunta dalla notazione olandese. Per usare altri nomi per le alterazioni, si veda Nomi delle note in altre lingue.

\relative c'' { ais1 aes aisis aeses }

[image of music]

Un’altezza naturale è indicata con il semplice nome della nota; non è richiesto alcun suffisso. Un segno di bequadro apparirà automaticamente quando occorre cancellare l’armatura di chiave o l’effetto di un’alterazione precedente.

\relative c'' { a4 aes a2 }

[image of music]

È possibile indicare alterazioni di quarti di tono. Ecco una serie di Do con altezza crescente:

\relative c'' { ceseh1 ces ceh c cih cis cisih }

[image of music]

Di norma le alterazioni vengono mostrate automaticamente, ma è possibile anche inserirle manualmente. Si può forzare l’inserimento di un’alterazione di sicurezza aggiungendo il punto esclamativo ! dopo l’altezza. Un’alterazione di cortesia (ovvero un’alterazione compresa tra parentesi) si ottiene aggiungendo il punto interrogativo ? dopo l’altezza.

\relative c'' { cis cis cis! cis? c c c! c? }

[image of music]

Se una nota è prolungata attraverso una legatura di valore, l’alterazione viene ripetuta solo all’inizio di un nuovo sistema:

\relative c'' {
  cis1~ 1~
  \break
  cis
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Nascondere le alterazioni delle note con legatura di valore

all’inizio di un nuovo sistema

Questo frammento mostra come nascondere le alterazioni delle note unite alla figura precedente mediante una legatura di valore all’inizio di un nuovo sistema

\relative c'' {
  \override Accidental.hide-tied-accidental-after-break = ##t
  cis1~ cis~
  \break
  cis
}

[image of music]

Impedire l’inserimento automatico dei bequadri supplementari

Secondo le norme tipografiche tradizionali, un segno di bequadro viene inserito prima di un diesis o di un bemolle se un precedente doppio diesis o bemolle sulla stessa nota è cancellato. Per cambiare questo comportamento e seguire la pratica contemporanea, si imposta la proprietà extraNatural su f (falso) nel contesto Staff.

\relative c'' {
  aeses4 aes ais a
  \set Staff.extraNatural = ##f
  aeses4 aes ais a
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: diesis, bemolle, doppio diesis, doppio bemolle, Nomi delle altezze, quarto di tono.

Manuale di apprendimento: Altezze e armature di chiave.

Guida alla notazione: Alterazioni automatiche, Alterazioni suggerite (musica ficta), Nomi delle note in altre lingue.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Accidental_engraver, Accidental, AccidentalCautionary, accidental-interface.

Problemi noti e avvertimenti

Poiché non esistono standard universalmente accettati per indicare le alterazioni di quarto di tono, i simboli impiegati da LilyPond non si riferiscono ad alcuno standard.


Nomi delle note in altre lingue

LilyPond comprende insiemi predefiniti di nomi di note e alterazioni in altre lingue. La scelta della lingua si fa solitamente all’inizio del file; l’esempio seguente è scritto in notazione italiana:

\language "italiano"

\relative {
  do' re mi sib
}

[image of music]

Le lingue disponibili e i tipi di notazione che definiscono sono:

Lingua

Nomi delle note

nederlands

c d e f g a bes b

català o
 catalan

do re mi fa sol la sib si

deutsch

c d e f g a b h

english

c d e f g a bf/b-flat b

español o
 espanol

do re mi fa sol la sib si

français

do /re mi fa sol la sib si

italiano

do re mi fa sol la sib si

norsk

c d e f g a b h

português o
 portugues

do re mi fa sol la sib si

suomi

c d e f g a b h

svenska

c d e f g a b h

vlaams

do re mi fa sol la sib si

Oltre ai nomi delle note, anche i suffissi per le alterazioni possono variare a seconda della lingua adottata:

Lingua

diesis

bemolle

doppio diesis

doppio bemolle

nederlands

is

es

isis

eses

català o
 catalan

d/s

b

dd/ss

bb

deutsch

is

es

isis

eses

english

s/-sharp

f/-flat

ss/x/-sharpsharp

ff/-flatflat

español o
 espanol

s

b

ss/x

bb

français

d

b

dd/x

bb

italiano

d

b

dd

bb

norsk

iss/is

ess/es

ississ/isis

essess/eses

português o
 portugues

s

b

ss

bb

suomi

is

es

isis

eses

svenska

iss

ess

ississ

essess

vlaams

k

b

kk

bb

In olandese, norvegese e finlandese aes viene contratto in as; in olandese e norvegese, tuttavia, entrambe le forme sono accettate da LilyPond. Lo stesso vale per es e ees, aeses e ases, e infine eeses e eses.

In tedesco e finlandese, LilyPond fornisce anche la forma più frequente asas per ases.

\relative c'' { a2 as e es a ases e eses }

[image of music]

In alcune forme musicali vengono usati i microtoni, le cui alterazioni sono frazioni di un ‘normale’ diesis o bemolle. La seguente tabella elenca i nomi delle note per le alterazioni di un quarto di tono in tutte le lingue; i prefissi semi- e sesqui- significano rispettivamente ‘metà’ e ‘uno e mezzo’.

Lingua

semi-diesis

semi-bemolle

sesqui-diesis

sesqui-bemolle

nederlands

ih

eh

isih

eseh

català o
 catalan

qd/qs

qb

tqd/tqs

tqb

deutsch

ih

eh

isih

eseh

english

qs

qf

tqs

tqf

español o
 espanol

cs

cb

tcs

tcb

français

sd

sb

dsd

bsb

italiano

sd

sb

dsd

bsb

norsk

ih

eh

issih/isih

esseh/eseh

português o
 portugues

sqt

bqt

stqt

btqt

suomi

ih

eh

isih

eseh

svenska

ih

eh

issih

esseh

vlaams

hk

hb

khk

bhb

In tedesco, esistono simili contrazioni dei nomi per i microtoni così come nelle normali altezze descritte sopra.

\language "deutsch"

\relative c'' { asah2 eh aih eisih }

[image of music]

Gran parte delle lingue presentate qui sono comunemente associate alla musica classica occidentale, nota anche come Common Practice Period. Sono tuttavia supportati anche altezze e sistemi di accordatura alternativi: si veda Notazione comune per la musica non occidentale.

Vedi anche

Glossario musicale: Nomi delle altezze, Periodo di pratica comune.

Guida alla notazione: Notazione comune per la musica non occidentale.

File installati: ‘scm/define-note-names.scm’.

Frammenti di codice: Altezze.


1.1.2 Modifica di più altezze

Questa sezione tratta il modo di modificare le altezze delle note.


Controlli di ottava

In modalità relativa è facile dimenticare un segno di cambiamento d’ottava. I controlli di ottava permettono di rilevare questi errori più facilmente: infatti, generano un avviso e correggono l’ottava se una nota si trova in un’ottava diversa dal previsto.

Per controllare l’ottava di una nota, occorre specificare l’ottava assoluta dopo il simbolo =. Questo esempio genererà un avviso (e cambierà l’altezza) perché la seconda nota è l’ottava assoluta d'' invece di d', come indicato dalla correzione di ottava.

\relative {
  c''2 d='4 d
  e2 f
}

[image of music]

L’ottava in cui si trovano le note può essere controllata anche col comando \octaveCheck altezza_di_controllo. L’altezza_di_controllo è specificata in modo assoluto. Questo comando controlla che l’intervallo tra la nota precedente e l’altezza_di_controllo sia compresa in una quinta (ovvero secondo il normale calcolo della modalità relativa). Se il controllo fallisce, compare un avviso. Benché la nota precedente non sia modificata, le note successive sono relative al valore corretto.

\relative {
  c''2 d
  \octaveCheck c'
  e2 f
}

[image of music]

Nelle due battute che seguono, il primo e il terzo \octaveCheck falliscono, mentre il secondo non fallisce.

\relative {
  c''4 f g f

  c4
  \octaveCheck c'
  f
  \octaveCheck c'
  g
  \octaveCheck c'
  f
}

[image of music]

Vedi anche

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: RelativeOctaveCheck.


Trasposizione

Un’espressione musicale può essere trasposta con \transpose. La sintassi è

\transpose altezza_di_partenza altezza_di_arrivo espressione_musicale

Significa che espressione_musicale viene trasposto dell’intervallo compreso tra le altezze altezza_di_partenza e altezza_di_arrivo: qualsiasi nota che presenti un’altezza corrispondente all’altezza_di_partenza viene modificata in altezza_di_arrivo, e qualsiasi altra nota viene trasposta dello stesso intervallo. Entrambe le altezze sono inserite in modalità assoluta.

Nota: La musica all’interno di un blocco transpose è assoluta a meno che il blocco non includa un relative.

Prendiamo come esempio un brano scritto in Re maggiore. Possiamo trasportarlo in Mi maggiore; si noti come anche l’armatura di chiave venga trasposta automaticamente.

\transpose d e {
  \relative {
    \key d \major
    d'4 fis a d
  }
}

[image of music]

Se una parte scritta in Do (l’intonazione reale abituale) deve essere suonata su un clarinetto in La (per il quale un La viene rappresentato da un Do e dunque suona una terza minore più basso), la trasposizione sarà ottenuta con:

\transpose a c' {
  \relative {
    \key c \major
    c'4 d e g
  }
}

[image of music]

Si noti che \key c \major è specificato esplicitamente. Se non si specifica un’armatura di chiave, le note verranno trasposte ma non apparirà alcuna armatura.

\transpose fa distinzione tra altezze enarmoniche: sia \transpose c cis che \transpose c des traspongono un brano di un semitono più alto. La prima versione mostrerà i diesis e le note rimarranno sullo stesso grado della scala, mentre la seconda versione mostrerà i bemolle sul grado superiore della scala.

music = \relative { c' d e f }
\new Staff {
  \transpose c cis { \music }
  \transpose c des { \music }
}

[image of music]

\transpose può essere usato anche in un altro modo, ovvero per inserire note scritte per uno strumento traspositore. Gli esempi precedenti mostrano come inserire altezze in Do (o intonazione reale) e mostrare le note di uno strumento traspositore, ma è possibile anche il contrario: per esempio, se da un insieme di parti strumentali si volesse ricavare una partitura per il direttore. Così, per inserire la parte per una tromba in Si bemolle che inizia con un Mi (intonazione reale Re), si può scrivere:

musicInBflat = { e4 … }
\transpose c bes, \musicInBflat

Per stampare questa musica in Fa (ad esempio per riarrangiarla per corno) si può avvolgere la musica esistente in un altro \transpose:

musicInBflat = { e4 … }
\transpose f c' { \transpose c bes, \musicInBflat }

Per maggiori informazioni sugli strumenti traspositori, si veda Trasporto strumentale.

Frammenti di codice selezionati

Trasposizione delle altezze con numero minimo di alterazioni

Questo esempio usa del codice Scheme per imporre delle modifiche enarmoniche alle note che permettano di avere il numero minimo di alterazioni. In questo caso si applica la seguente regola:

Le doppie alterazioni devono essere eliminate

Si diesis -> Do

Mi diesis -> Fa

Do bemolle -> Si

Fa bemolle -> Mi

In questo modo vengono scelti i suoni enarmonici più semplici.

#(define (naturalize-pitch p)
   (let ((o (ly:pitch-octave p))
         (a (* 4 (ly:pitch-alteration p)))
         ;; alteration, a, in quarter tone steps,
         ;; for historical reasons
         (n (ly:pitch-notename p)))
     (cond
      ((and (> a 1) (or (eqv? n 6) (eqv? n 2)))
       (set! a (- a 2))
       (set! n (+ n 1)))
      ((and (< a -1) (or (eqv? n 0) (eqv? n 3)))
       (set! a (+ a 2))
       (set! n (- n 1))))
     (cond
      ((> a 2) (set! a (- a 4)) (set! n (+ n 1)))
      ((< a -2) (set! a (+ a 4)) (set! n (- n 1))))
     (if (< n 0) (begin (set! o (- o 1)) (set! n (+ n 7))))
     (if (> n 6) (begin (set! o (+ o 1)) (set! n (- n 7))))
     (ly:make-pitch o n (/ a 4))))

#(define (naturalize music)
   (let ((es (ly:music-property music 'elements))
         (e (ly:music-property music 'element))
         (p (ly:music-property music 'pitch)))
     (if (pair? es)
         (ly:music-set-property!
          music 'elements
          (map naturalize es)))
     (if (ly:music? e)
         (ly:music-set-property!
          music 'element
          (naturalize e)))
     (if (ly:pitch? p)
         (begin
           (set! p (naturalize-pitch p))
           (ly:music-set-property! music 'pitch p)))
     music))

naturalizeMusic =
#(define-music-function (m)
   (ly:music?)
   (naturalize m))

music = \relative c' { c4 d e g }

\score {
  \new Staff {
    \transpose c ais { \music }
    \naturalizeMusic \transpose c ais { \music }
    \transpose c deses { \music }
    \naturalizeMusic \transpose c deses { \music }
  }
  \layout { }
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Trasporto strumentale, Inversione, Trasposizioni modali, Ottava relativa, Retrogradazione.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: TransposedMusic.

Problemi noti e avvertimenti

La conversione relativa non avrà effetto sulle sezioni \transpose, \chordmode e \relative comprese all’interno di un blocco \relative. Per usare la modalità relativa all’interno di musica trasposta, occorre inserire un ulteriore blocco \relative all’interno di \transpose.

Il comando \transpose impedisce di stampare le alterazioni triple. Le sostituisce con un’altezza ‘enarmonicamente equivalente’ (per esempio, Re bemolle al posto di Mi triplo bemolle).


Inversione

Un’espressione musicale può essere invertita e trasposta in una singola operazione con:

\inversion altezza-di-riferimento altezza-di-arrivo espressione_musicale

L’espressione_musicale viene invertita intervallo per intervallo intorno all’altezza-di-riferimento e poi trasposta in modo che ci sia una corrispondenza tra altezza-di-riferimento e altezza-di-arrivo.

music = \relative { c' d e f }
\new Staff {
  \music
  \inversion d' d' \music
  \inversion d' ees' \music
}

[image of music]

Nota: I motivi da invertire devono essere scritti in forma assoluta oppure devono essere prima convertiti in forma assoluta racchiudendoli in un blocco relative.

Vedi anche

Guida alla notazione: Trasposizioni modali, Retrogradazione, Trasposizione.


Retrogradazione

Un’espressione musicale può essere invertita in modo da produrre il proprio retrogrado:

music = \relative { c'8. ees16( fis8. a16 b8.) gis16 f8. d16 }

\new Staff {
  \music
  \retrograde \music
}

[image of music]

Problemi noti e avvertimenti

\retrograde è uno strumento piuttosto semplice. Dato che molti eventi sono ‘riflessi’ (come in uno specchio) invece che scambiati, le modifiche manuali e i modificatori direzionali per gli estensori di apertura devono essere aggiunti ai corrispondenti estensori di chiusura: ^( deve essere terminato da ^), ogni \< o \cresc deve essere terminato da \! o \endcr, ogni \> o \decr deve essere terminato da \enddecr. Comandi e modifiche che cambiano le proprietà con un effetto duraturo causeranno facilmente delle sorprese.

Vedi anche

Guida alla notazione: Inversione, Trasposizioni modali, Trasposizione.


Trasposizioni modali

In una composizione musicale basata su una scala, un motivo viene frequentemente trasportato in differenti modi. Può essere trasposto per iniziare in punti diversi della scala o può essere invertito rispetto a un punto cardine della scala. Può anche essere rovesciato per produrre il retrogrado, si veda Retrogradazione.

Nota: Le note che non si trovano all’interno della scala definita non vengono trasformate.

Trasposizione modale

Un motivo può essere trasposto entro una certa scala con:

\modalTranspose altezza-di-partenza altezza-di-arrivo scala motif

Le note di motif vengono spostate, se all’interno della scala, del numero di gradi della scala dati dall’intervallo tra altezza-di-arrivo e altezza-di-partenza:

diatonicScale = \relative { c' d e f g a b }
motif = \relative { c'8 d e f g a b c }

\new Staff {
  \motif
  \modalTranspose c f \diatonicScale \motif
  \modalTranspose c b, \diatonicScale \motif
}

[image of music]

È possibile indicare una scala ascendente di qualsiasi lunghezza e con qualsiasi intervallo:

pentatonicScale = \relative { ges aes bes des ees }
motif = \relative { ees'8 des ges,4 <ges' bes,> <ges bes,> }

\new Staff {
  \motif
  \modalTranspose ges ees' \pentatonicScale \motif
}

[image of music]

Se usato con una scala cromatica, \modalTranspose ha un effetto simile a \transpose, con in più la possibilità di specificare i nomi delle note da usare:

chromaticScale = \relative { c' cis d dis e f fis g gis a ais b }
motif = \relative { c'8 d e f g a b c }

\new Staff {
  \motif
  \transpose c f \motif
  \modalTranspose c f \chromaticScale \motif
}

[image of music]

Inversione modale

Una sequenza di note può essere invertita all’interno di una data scala intorno a una determinata nota cardine e quindi trasposto, in un’unica operazione, con:

\modalInversion altezza-cardine altezza-di-arrivo scala motif

Le note di motif vengono spostate dello stesso numero di gradi dalla nota dell’altezza-cardine all’interno della scala, ma nella direzione opposta, e il risultato viene poi spostato all’interno della scala per il numero di gradi dato dall’intervallo tra altezza-di-arrivo e altezza-cardine.

Dunque, per invertire intorno a una particolare nota della scala, è necessario usare il medesimo valore per altezza-cardine e altezza-di-arrivo:

octatonicScale = \relative { ees' f fis gis a b c d }
motif = \relative { c'8. ees16 fis8. a16 b8. gis16 f8. d16 }

\new Staff {
  \motif
  \modalInversion fis' fis' \octatonicScale \motif
}

[image of music]

Per invertire intorno a una nota cardine posta tra altre due note, si inverte intorno a una della note e poi si traspone di un grado della scala. Le due note specificate possono essere interpretate come parentesi del punto cardine:

scale = \relative { c' g' }
motive = \relative { c' c g' c, }

\new Staff {
  \motive
  \modalInversion c' g' \scale \motive
}

[image of music]

L’operazione combinata di inversione e retrogradazione produce la retrogradazione inversa:

octatonicScale = \relative { ees' f fis gis a b c d }
motif = \relative { c'8. ees16 fis8. a16 b8. gis16 f8. d16 }

\new Staff {
  \motif
  \retrograde \modalInversion c' c' \octatonicScale \motif
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Inversione, Retrogradazione, Trasposizione.


1.1.3 Aspetto delle altezze

Questa sezione tratta il modo di modificare l’aspetto delle altezze delle note.


Chiave

Senza un comando esplicito, la chiave predefinita in LilyPond è la chiave di violino (o di Sol).

c'2 c'

[image of music]

Per cambiare la chiave si usa il comando \clef seguito dal nome della chiave. In tutti gli esempi seguenti viene mostrato il Do centrale.

\clef treble
c'2 c'
\clef alto
c'2 c'
\clef tenor
c'2 c'
\clef bass
c'2 c'

[image of music]

L’elenco completo di tutti i nomi di chiave possibili si trova in Stili della chiave. Chiavi speciali, come quelle usate nella musica antica, sono descritte in Chiavi mensurali e Chiavi gregoriane. La musica che utilizza le chiavi dell’intavolatura è discussa in Intavolature predefinite e Intavolature personalizzate.

Per mischiare le chiavi quando si usano le notine, leggere come si usano i comandi \cueClef e \cueDuringWithClef descritti in Formattazione delle notine.

Aggiungendo _8^8 al nome della chiave, la sua adozione comporta il trasporto all’ottava rispettivamente inferiore o superiore, mentre _15^15 traspongono di due ottave. È possibile usare altri numeri interi, se necessario. I nomi di chiave contenenti caratteri non alfabetici devono essere racchiusi tra virgolette

\clef treble
c'2 c'
\clef "treble_8"
c'2 c'
\clef "bass^15"
c'2 c'
\clef "alto_2"
c'2 c'
\clef "G_8"
c'2 c'
\clef "F^5"
c'2 c'

[image of music]

L’ottavazione opzionale si può ottenere racchiudendo l’argomento numerico tra parentesi tonde o quadre:

\clef "treble_(8)"
c'2 c'
\clef "bass^[15]"
c'2 c'

[image of music]

Le altezze vengono mostrate come se l’argomento numerico fosse inserito senza parentesi.

Se c’è un cambio di chiave quando si interrompe la linea, il simbolo della nuova chiave viene ripetuto alla fine della linea precedente, come chiave di avviso, e all’inizio di quella successiva. Tale chiave di precauzione può essere soppressa.

\clef treble { c'2 c' } \break
\clef bass { c'2 c' } \break
\clef alto
  \set Staff.explicitClefVisibility = #end-of-line-invisible
  { c'2 c' } \break
  \unset Staff.explicitClefVisibility
\clef bass { c'2 c' } \break

[image of music]

Una chiave che è già stata visualizzata non viene ristampata se viene ripetuto lo stesso comando \clef e verrà quindi ignorata. Si può cambiare tale comportamento predefinito col comando \set Staff.forceClef = ##t.

  \clef treble
  c'1
  \clef treble
  c'1
  \set Staff.forceClef = ##t
  c'1
  \clef treble
  c'1

[image of music]

Per essere più precisi, non è proprio il comando \clef a stampare la chiave. Questo comando imposta o cambia una proprietà dell’incisore Clef_engraver, cui spetta la decisione se stampare o meno una chiave nel rigo attuale. La proprietà forceClef scavalca questa decisione localmente in modo da ristampare la chiave una volta.

Quando c’è un cambio di chiave manuale, il glifo della chiave cambiata sarà più piccolo del normale. Tale comportamento può essere modificato.

  \clef "treble"
  c'1
  \clef "bass"
  c'1
  \clef "treble"
  c'1
  \override Staff.Clef.full-size-change = ##t
  \clef "bass"
  c'1
  \clef "treble"
  c'1
  \revert Staff.Clef.full-size-change
  \clef "bass"
  c'1
  \clef "treble"
  c'1

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Modifiche manuali della proprietà della chiave

Cambiando il glifo della chiave, la sua posizione o l’ottavazione non cambia la posizione delle note successive nel rigo. Per far sì che le armature di chiave si trovino sulle linee del rigo corrette, bisogna specificare anche middleCPosition, con valori positivi o negativi che spostano il Do centrale rispettivamente su o giù in senso relativo alla linea centrale del rigo.

Per esempio, \clef "treble_8" equivale a impostare clefGlyph, clefPosition (che regola la posizione verticale della chiave), middleCPosition e clefTransposition. Viene stampata una chiave quando cambia una di queste proprietà, eccetto middleCPosition.

Gli esempi seguenti mostrano le possibilità date dall’impostazione manuale di tali proprietà. Sulla prima linea le modifiche manuali preservano il posizionamento relativo standard di chiavi e note, mentre sulla seconda linea non lo fanno.

{
  % The default treble clef
  \key f \major
  c'1
  % The standard bass clef
  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.F"
  \set Staff.clefPosition = #2
  \set Staff.middleCPosition = #6
  \set Staff.middleCClefPosition = #6
  \key g \major
  c'1
  % The baritone clef
  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.C"
  \set Staff.clefPosition = #4
  \set Staff.middleCPosition = #4
  \set Staff.middleCClefPosition = #4
  \key f \major
  c'1
  % The standard choral tenor clef
  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.G"
  \set Staff.clefPosition = #-2
  \set Staff.clefTransposition = #-7
  \set Staff.middleCPosition = #1
  \set Staff.middleCClefPosition = #1
  \key f \major
  c'1
  % A non-standard clef
  \set Staff.clefPosition = #0
  \set Staff.clefTransposition = #0
  \set Staff.middleCPosition = #-4
  \set Staff.middleCClefPosition = #-4
  \key g \major
  c'1 \break

  % The following clef changes do not preserve
  % the normal relationship between notes, key signatures
  % and clefs:

  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.F"
  \set Staff.clefPosition = #2
  c'1
  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.G"
  c'1
  \set Staff.clefGlyph = #"clefs.C"
  c'1
  \set Staff.clefTransposition = #7
  c'1
  \set Staff.clefTransposition = #0
  \set Staff.clefPosition = #0
  c'1

  % Return to the normal clef:

  \set Staff.middleCPosition = #0
  c'1
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Chiavi mensurali, Chiavi gregoriane, Intavolature predefinite, Intavolature personalizzate, Formattazione delle notine.

File installati: ‘scm/parser-clef.scm’.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Clef_engraver, Clef, ClefModifier, clef-interface.

Problemi noti e avvertimenti

I numeri di ottavazione assegnati alle chiavi sono trattati come oggetti grafici separati. Quindi qualsiasi \override all’oggetto Clef dovrà essere applicato, con un altro \override, all’oggetto ClefModifier.

\new Staff \with {
  \override Clef.color = #blue
  \override ClefModifier.color = #red
}

\clef "treble_8" c'4

[image of music]


Armatura di chiave

Nota: I nuovi utenti sono talvolta confusi dalla gestione delle alterazioni e delle armature di chiave. In LilyPond i nomi delle note costituiscono l’input grezzo; le armature e le chiavi determinano come questo venga mostrato. Una nota non alterata come c significa ‘Do naturale’, indipendentemente dall’armatura o dalla chiave. Per maggiori informazioni si veda Altezze e armature di chiave.

L’armatura di chiave indica la tonalità di un brano. È costituita da un insieme di alterazioni (bemolle o diesis) all’inizio del rigo. L’armatura di chiave può essere modificata:

\key altezza modo

modo deve essere \major o \minor per ottenere rispettivamente un’armatura di altezza-maggiore o altezza-minore. È anche possibile usare i nomi tradizionali dei modi, chiamati anche modi ecclesiastici: \ionian, \dorian, \phrygian, \lydian, \mixolydian, \aeolian e \locrian.

\relative {
  \key g \major
  fis''1
  f
  fis
}

[image of music]

Si possono definire ulteriori modi elencando le alterazioni per ogni grado della scala quando il modo inizia col Do.

freygish = #`((0 . ,NATURAL) (1 . ,FLAT) (2 . ,NATURAL)
    (3 . ,NATURAL) (4 . ,NATURAL) (5 . ,FLAT) (6 . ,FLAT))

\relative {
  \key c \freygish c'4 des e f
  \bar "||" \key d \freygish d es fis g
}

[image of music]

Le alterazioni dell’armatura di chiave possono essere collocate in posizioni diverse da quelle tradizionali o anche in più di un’ottava, usando le proprietà flat-positions e sharp-positions di KeySignature. I valori di queste proprietà specificano l’estensione delle posizioni del rigo in cui potranno comparire le alterazioni. Se viene specificata una sola posizione, le alterazioni vengono collocate entro l’ottava che finisce in quella posizione del rigo.

\override Staff.KeySignature.flat-positions = #'((-5 . 5))
\override Staff.KeyCancellation.flat-positions = #'((-5 . 5))
\clef bass \key es \major es g bes d'
\clef treble \bar "||" \key es \major es' g' bes' d''

\override Staff.KeySignature.sharp-positions = #'(2)
\bar "||" \key b \major b' fis' b'2

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Impedire l’inserimento dei segni di bequadro quando cambia l’armatura di chiave

Quando l’armatura di chiave cambia, vengono inseriti automaticamente i segni di bequadro per annulare le alterazioni di precedenti armature. Si può evitare questo comportamento impostando su f (falso) la proprietà printKeyCancellation nel contesto Staff.

\relative c' {
  \key d \major
  a4 b cis d
  \key g \minor
  a4 bes c d
  \set Staff.printKeyCancellation = ##f
  \key d \major
  a4 b cis d
  \key g \minor
  a4 bes c d
}

[image of music]

Armature di chiave non tradizionali

Il comando \key comunemente usato imposta la proprietà keyAlterations del contesto Staff. Per creare armature di chiave non standard, tale proprietà va impostata esplicitamente.

Il formato di questo comando è una lista:

\set Staff.keyAlterations = #`(((ottava . grado) . alterazione) ((ottava . grado) . alterazione) ...)

dove, per ogni elemento della lista, ottava indica l’ottava (0 è l’ottava dal Do centrale al Si precedente), grado indica la nota all’interno dell’ottava (0 significa Do e 6 significa Si) e alterazione può essere ,SHARP ,FLAT ,DOUBLE-SHARP etc.

Altrimenti, usando il formato breve per ogni elemento della lista, (grado . alterazione), ciò indica che la stessa alterazione deve essere presente in tutte le ottave. Per le scale microtonalidove un “diesis” non è 100 centesimi, alterazione si riferisce alla proporzione di un duecentesimo di tono intero.

\include "arabic.ly"
\relative do' {
  \set Staff.keyAlterations = #`((0 . ,SEMI-FLAT)
                                 (1 . ,SEMI-FLAT)
                                 (2 . ,FLAT)
                                 (5 . ,FLAT)
                                 (6 . ,SEMI-FLAT))
%\set Staff.extraNatural = ##f
  re reb \dwn reb resd
  dod dob dosd \dwn dob |
  dobsb dodsd do do |
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: church mode, scordatura.

Manuale di apprendimento: Altezze e armature di chiave.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: KeyChangeEvent, Key_engraver, Key_performer, KeyCancellation, KeySignature, key-signature-interface.


Segni di ottavazione

I segni di ottavazione introducono un’ulteriore trasposizione di ottava nel rigo:

\relative a' {
  a2 b
  \ottava #-2
  a2 b
  \ottava #-1
  a2 b
  \ottava #0
  a2 b
  \ottava #1
  a2 b
  \ottava #2
  a2 b
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Changing ottava text

Internally, \ottava sets the properties ottavation (for example, to 8va or 8vb) and middleCPosition. To override the text of the bracket, set ottavation after invoking \ottava.

Short text is especially useful when a brief ottava is used.

{
  c'2
  \ottava #1
  \set Staff.ottavation = #"8"
  c''2
  \ottava #0
  c'1
  \ottava #1
  \set Staff.ottavation = #"Text"
  c''1
}

[image of music]

Aggiungere un segno di ottava a una sola voce

Se il rigo ha più di una voce, l’ottavazione in una voce trasporrà la posizione delle note in tutte le voci per la durata della parentesi dell’ottava. Se si intende applicare l’ottavazione a una sola voce, si possono impostare esplicitamente middleCPosition e la parentesi di ottava. In questo frammento, la chiave di basso ha di norma il MiddleCPosition impostato su 6, ovvero sei posizioni sopra la linea centrale, dunque nella porzione con l’ottava il MiddleCPosition è più alto di sette posizioni (un’ottava).

\layout {
  \context {
    \Staff
    \remove Ottava_spanner_engraver
  }
  \context {
    \Voice
    \consists Ottava_spanner_engraver
  }
}

{
  \clef bass
  << { <g d'>1~ q2 <c' e'> }
  \\
    {
      r2.
      \ottava -1
      <b,,, b,,>4 ~ |
      q2
      \ottava 0
      <c e>2
    }
  >>
}

[image of music]

Modificare l’inclinazione dell’estensore dell’ottava

È possibile cambiare l’inclinazione dell’estensore dell’ottava.

\relative c'' {
  \override Staff.OttavaBracket.stencil = #ly:line-spanner::print
  \override Staff.OttavaBracket.bound-details =
    #`((left . ((Y . 0)
                (attach-dir . ,LEFT)
                (padding . 0)
                (stencil-align-dir-y . ,CENTER)))
       (right . ((Y . 5.0) ; Change the number here
                 (padding . 0)
                 (attach-dir . ,RIGHT)
                 (text . ,(make-draw-dashed-line-markup
                           (cons 0 -1.2))))))
  \override Staff.OttavaBracket.left-bound-info =
     #ly:horizontal-line-spanner::calc-left-bound-info-and-text
  \override Staff.OttavaBracket.right-bound-info =
     #ly:horizontal-line-spanner::calc-right-bound-info
  \ottava #1
  c1
  c'''1
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: ottavazione.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Ottava_spanner_engraver, OttavaBracket, ottava-bracket-interface.


Trasporto strumentale

Quando si scrivono partiture che comprendono strumenti traspositori, alcune parti possono essere scritte a un’altezza diversa dall’intonazione reale. In questi casi, è necessario specificare la chiave dello strumento traspositore, altrimenti l’output MIDI e le citazioni in altre parti produrranno altezze errate. Per maggiori informazioni sulle citazioni, si veda Citare altre voci.

\transposition altezza

L’altezza da usare per \transposition deve corrispondere al suono effettivamente prodotto quando un c' scritto sul rigo viene suonato dallo strumento traspositore. Tale altezza viene inserita in modalità assoluta; dunque, uno strumento che produce un suono reale un tono sopra la notazione deve usare \transposition d'. \transposition va usato soltanto se le altezze non sono scritte in intonazione reale.

Ecco un frammento per violino e clarinetto in Si bemolle, le cui parti sono inserite usando le note e l’armatura di chiave che appaiono nei rispettivi righi sulla partitura del direttore. I due strumenti suonano all’unisono.

\new GrandStaff <<
  \new Staff = "violin" \with {
      instrumentName = "Vln"
      midiInstrument = "violin"
  }
  \relative c'' {
    % non strettamente necessario, ma meglio ricordarlo
    \transposition c'
    \key c \major
    g4( c8) r c r c4
  }
  \new Staff = "clarinet" \with {
    instrumentName = \markup { Cl (B\flat) }
    midiInstrument = "clarinet"
  }
  \relative c'' {    
    \transposition bes
    \key d \major
    a4( d8) r d r d4
  }
>>

[image of music]

\transposition può essere modificato nel corso di un brano. Ad esempio, un clarinettista potrebbe essere costretto a passare da un clarinetto in La a uno in Si bemolle.

flute = \relative c'' {
  \key f \major
  \cueDuring "clarinet" #DOWN {
    R1 _\markup\tiny "clarinet"
    c4 f e d
    R1 _\markup\tiny "clarinet"
  }
}
clarinet = \relative c'' {
  \key aes \major
  \transposition a
  aes4 bes c des
  R1^\markup { muta in B\flat }
  \key g \major
  \transposition bes
  d2 g,
}
\addQuote "clarinet" \clarinet
<<
  \new Staff \with { instrumentName = "Flute" }
    \flute
  \new Staff \with { instrumentName = "Cl (A)" }
    \clarinet
>>

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: intonazione reale, strumento traspositore.

Guida alla notazione: Citare altre voci, Trasposizione.

Frammenti di codice: Altezze.


Alterazioni automatiche

Esistono diverse convenzioni sul modo di scrivere le alterazioni. LilyPond ha una funzione per specificare lo stile di gestione delle alterazioni adottato. Questa funzione viene richiamata nel modo seguente:

\new Staff <<
  \accidentalStyle voice
  { … }
>>

La gestione delle alterazioni si applica di norma all’attuale Staff (con l’eccezione degli stili piano e piano-cautionary, che sono spiegati dopo). Questa funzione accetta un secondo argomento opzionale che determina in quale ambito debba essere cambiato lo stile. Ad esempio, per usare lo stesso stile in tutti i righi dell’attuale StaffGroup, si usa:

\accidentalStyle StaffGroup.voice

Sono supportati i seguenti modi di gestire le alterazioni. Il seguente esempio mostra tutti gli stili:

musicA = {
  <<
    \relative {
      cis''8 fis, bes4 <a cis>8 f bis4 |
      cis2. <c, g'>4 |
    }
    \\
    \relative {
      ais'2 cis, |
      fis8 b a4 cis2 |
    }
  >>
}

musicB = {
  \clef bass
  \new Voice {
    \voiceTwo \relative {
      <fis a cis>8[ <fis a cis>
      \change Staff = up
      cis' cis
      \change Staff = down
      <fis, a> <fis a>]
      \showStaffSwitch
      \change Staff = up
      dis'4 |
      \change Staff = down
      <fis, a cis>4 gis <f a d>2 |
    }
  }
}

\new PianoStaff {
  <<
    \context Staff = "up" {
      \accidentalStyle default
      \musicA
    }
    \context Staff = "down" {
      \accidentalStyle default
      \musicB
    }
  >>
}

[image of music]

Si noti che le ultime linee di questo esempio possono essere sostituite dal seguente frammento, se si vuole usare lo stesso stile in entrambi i righi.

\new PianoStaff {
  <<
    \context Staff = "up" {
      %%% change the next line as desired:
      \accidentalStyle Score.default
      \musicA
    }
    \context Staff = "down" {
      \musicB
    }
  >>
}
default

Questo è il comportamento predefinito del compositore tipografico. Corrisponde alla pratica comunemente impiegata dal diciottesimo secolo: le alterazioni vengono ricordate fino alla fine della misura in cui si trovano, limitatamente all’ottava di appartenenza. Quindi, nell’esempio seguente non compare alcun segno di bequadro prima del b nella seconda misura o prima dell’ultimo c:

[image of music]

voice

Normalmente le alterazioni mantengono la propria validità a livello di Staff. Tuttavia in questo stile le alterazioni vengono gestite individualmente per ogni voce. Al di fuori di quest’aspetto, lo stile è analogo a default.

Di conseguenza, le alterazioni relative a una voce non vengono cancellate nelle altre voci. Un risultato spesso non desiderabile: nell’esempio seguente è difficile capire se il secondo a sia naturale o diesis. L’opzione voice deve essere quindi usata solo se ogni voce è destinata a un esecutore diverso. Se la partitura deve essere letta da un unico musicista (come nel caso della partitura del direttore, o di uno spartito per pianoforte), allora è preferibile usare modern o modern-cautionary.

[image of music]

modern

Questa regola corrisponde alla pratica comune del ventesimo secolo. Omette i segni di bequadro supplementari che in passato erano di norma anteposti al diesis che segue un doppio diesis o a un bemolle che segue un doppio bemolle. La regola modern presenta le stesse alterazioni di default, con due aggiunte che servono a evitare ambiguità: i segni di annullamento delle alterazioni temporanee sono anteposti alle note sulla stessa ottava della misura successiva e alle note in ottave diverse nella stessa misura. In questo esempio, dunque, i bequadri del b e del c nella seconda misura del rigo superiore:

[image of music]

modern-cautionary

Questa regola è simile a modern, ma le alterazioni ‘supplementari’ sono segnate come alterazioni di precauzione (con parentesi). La loro dimensione può essere cambiata attraverso la proprietà font-size di AccidentalCautionary.

[image of music]

modern-voice

Questa regola viene usata per le alterazioni su più voci destinate sia agli esecutori che suonano una singola voce sia a quelli che suonano tutte le voci. Le alterazioni sono mostrate su tutte le voci, ma sono annullate su ogni voce dello stesso rigo (Staff). Quindi, l’alterazione dell’ a nell’ultima misura viene annullata perché l’annullamento precedente si trovava in una voce diversa, mentre quella del d nel rigo inferiore viene annullata a causa dell’alterazione in un’altra voce della misura precedente:

[image of music]

modern-voice-cautionary

Questa regola è analoga a modern-voice, ma con le alterazioni supplementari (quelle non mostrate da voice) segnate come alterazioni di precauzione. Tutte le alterazioni mostrate da default sono mostrate con questa regola, ma alcune di esse sono indicate come alterazioni di precauzione.

[image of music]

piano

Questa regola riflette la pratica del ventesimo secolo per la notazione per pianoforte. Il suo comportamento è molto simile allo stile modern, ma in questo caso le alterazioni vengono annullate in tutti i righi che si trovano nello stesso GrandStaff o PianoStaff, dunque tutte gli annullamenti delle note finali.

È lo stile predefinito per gli attuali GrandStaff e PianoStaff.

[image of music]

piano-cautionary

È uguale a piano ma con le alterazioni supplementari mostrate come alterazioni di precauzione.

[image of music]

choral

Questa regola è una combinazione degli stili modern-voice e piano. Mostra tutte le alterazioni richieste dai cantanti che seguono solo la propria voce, e mostra anche le ulteriori alterazioni per tutti i lettori che seguono tutte le voci di un intero ChoirStaff contemporaneamente.

Questo stile di alterazioni si applica al ChoirStaff corrente per impostazione predefinita.

[image of music]

choral-cautionary

Questo stile è identico a choral ma con le alterazioni extra in forma di alterazioni di cortesia.

[image of music]

neo-modern

Questa regola si riferisce a una pratica tipica della musica contemporanea: le alterazioni sono mostrate come in modern, ma vengono ripetute se la stessa nota appare in seguito nella stessa misura – a meno che la seconda occorrenza non segua direttamente la prima.

[image of music]

neo-modern-cautionary

Questa regola è simile a neo-modern, ma le alterazioni ‘supplementari’ sono mostrate come alterazioni di precauzione (con parentesi). La loro dimensione può essere modificata attraverso la proprietà font-size di AccidentalCautionary.

[image of music]

neo-modern-voice

Questa regola viene usata per le alterazioni su più di una voce che devono essere lette sia da musicisti che suonano una singola voce sia da musicisti che suonano tutte le voci. Le alterazioni per ogni voce sono mostrate come nello stile neo-modern, ma vengono annullate attraverso le voci nello stesso rigo (Staff).

[image of music]

neo-modern-voice-cautionary

Questa regola è simile a neo-modern-voice, ma le alterazioni supplementari sono indicate come alterazioni di precauzione.

[image of music]

dodecaphonic

Questa regola riflette una regola introdotta dai compositori all’inizio del ventesimo secolo nel tentativo di abolire la gerarchia tra suoni naturali e non naturali. Con questo stile, ogni nota presenta un segno di alterazione, anche i suoni naturali.

[image of music]

dodecaphonic-no-repeat

Come nello stile delle alterazioni dodecafonico ogni nota ha un segno di alterazione, ma le alterazioni sono soppresse per tutte le altezze ripetute immediatamente nello stesso rigo.

[image of music]

dodecaphonic-first

In modo analogo allo stile delle alterazioni dodecafonico ogni altezza ha un segno di alterazione, ma solo la prima volta che si incontra in una misura. Le alterazioni vengono ricordate solo per l’ottava corrente ma in tutte le voci.

[image of music]

teaching

Questa regola è pensata per gli studenti: permette di generare facilmente degli spartiti di scale con le alterazioni di precauzione inserite in modo automatico. Alle alterazioni, indicate come nello stile modern, vengono aggiunte ulteriori segni di precauzione per tutti i diesis e bemolle specificati dall’armatura di chiave, fuorché nel caso di ripetizioni immediatamente successive di una stessa nota.

[image of music]

no-reset

È identico a default, ma le alterazioni mantengono la propria validità ‘per sempre’, non solo all’interno della singola misura:

[image of music]

forget

È il contrario di no-reset: le alterazioni non vengono ricordate affatto – pertanto, tutte le alterazioni si riferiscono all’armatura di chiave, indipendentemente dal materiale musicale precedente.

[image of music]

Vedi anche

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Accidental, Accidental_engraver, GrandStaff, PianoStaff, Staff, AccidentalSuggestion, AccidentalPlacement, accidental-suggestion-interface.

Problemi noti e avvertimenti

Le note simultanee non vengono considerate nell’individuazione automatica delle alterazioni; vengono prese come riferimento solo le note precedenti e l’armatura di chiave. Se la stessa nota occorre simultaneamente con alterazioni diverse, può essere necessario forzare le alterazioni con !?: ‘<f! fis!>’.

L’annullamento di precauzione delle alterazioni avviene in relazione alla misura precedente. Tuttavia, nel blocco \alternative che segue una sezione \repeat volta N, è auspicabile che l’annullamento sia calcolato in base alla precedente misura eseguita, non alla precedente misura stampata. Nell’esempio seguente il Do naturale della seconda volta non richiede il segno di bequadro:

[image of music]

Si può usare il seguente espediente: si definisce una funzione che imposti localmente lo stile delle alterazioni su forget:

forget = #(define-music-function (music) (ly:music?) #{
  \accidentalStyle forget
  #music
  \accidentalStyle modern
#})
{
  \accidentalStyle modern
  \time 2/4
  \repeat volta 2 {
    c'2
  }
  \alternative {
     cis'
     \forget c'
  }
}

[image of music]


Ambitus

Il termine ambitus (pl. ambitus) indica l’ambito di altezze di una determinata voce all’interno di una composizione musicale. Può indicare anche l’estensione di uno strumento musicale, ovvero l’intera gamma di suoni che può produrre. L’ambitus viene usato nelle parti vocali in modo che gli esecutori possano capire facilmente se siano adeguate alle loro possibilità.

L’ambitus viene indicato all’inizio del brano, prima della chiave iniziale. L’intervallo è individuato graficamente da due teste di nota che rappresentano l’altezza più bassa e più alta. Le alterazioni sono mostrate solo se non fanno parte dell’armatura di chiave.

\layout {
  \context {
    \Voice
    \consists Ambitus_engraver
  }
}

\relative {
  aes' c e2
  cis,1
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Un ambitus per voce

L’ambitus può essere specificato per voce. In tal caso occorre spostarlo manualmente per evitare collisioni.

\new Staff <<
  \new Voice \with {
    \consists "Ambitus_engraver"
  } \relative c'' {
    \override Ambitus.X-offset = #2.0
    \voiceOne
    c4 a d e
    f1
  }
  \new Voice \with {
    \consists "Ambitus_engraver"
  } \relative c' {
    \voiceTwo
    es4 f g as
    b1
  }
>>

[image of music]

Ambitus su più voci

Se si aggiunge l’incisore Ambitus_engraver al contesto Staff viene creato un solo ambitus per il rigo, anche nel caso di righi che hanno più voci.

\new Staff \with {
  \consists "Ambitus_engraver"
  }
<<
  \new Voice \relative c'' {
    \voiceOne
    c4 a d e
    f1
  }
  \new Voice \relative c' {
    \voiceTwo
    es4 f g as
    b1
  }
>>

[image of music]

Modifica dell’intervallo dell’ambitus

È possibile cambiare le impostazioni predefinite dell’intervallo tra le teste di nota dell’ambitus e la linea che le collega.

\layout {
  \context {
    \Voice
    \consists "Ambitus_engraver"
  }
}

\new Staff {
  \time 2/4
  % Default setting
  c'4 g''
}

\new Staff {
  \time 2/4
  \override AmbitusLine.gap = #0
  c'4 g''
}

\new Staff {
  \time 2/4
  \override AmbitusLine.gap = #1
  c'4 g''
}

\new Staff {
  \time 2/4
  \override AmbitusLine.gap = #1.5
  c'4 g''
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: ambitus.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Ambitus_engraver, Voice, Staff, Ambitus, AmbitusAccidental, AmbitusLine, AmbitusNoteHead, ambitus-interface.

Problemi noti e avvertimenti

Le collisioni non vengono gestite in presenza di un ambitus multiplo su più di una voce.


1.1.4 Teste di nota

Questa sezione suggerisce i modi in cui modificare la testa di una nota.


Teste di nota speciali

L’aspetto delle teste delle note può essere modificato:

\relative c'' {
  c4 b
  \override NoteHead.style = #'cross
  c4 b
  \revert NoteHead.style
  a b
  \override NoteHead.style = #'harmonic
  a b
  \revert NoteHead.style
  c4 d e f
}

[image of music]

L’elenco di tutti gli stili per le teste di nota è in Stili delle teste di nota.

Lo stile barrato (cross) viene usato per rappresentare varie intenzioni musicali. I seguenti comandi generici predefiniti modificano la testa della nota nei contesti del rigo e dell’intavolatura e possono essere usati per rappresentare qualsiasi significato musicale:

\relative {
  c''4 b
  \xNotesOn
   a b c4 b
  \xNotesOff
  c4 d
}

[image of music]

Questo comando può essere usato all’interno e all’esterno degli accordi per generare teste barrate sia nel contesto del rigo che in quello dell’intavolatura:

\relative {
  c''4 b
  \xNote { e f }
  c b < g \xNote c f > b
}

[image of music]

Potete utilizzare, al posto di \xNote, \xNotesOn e \xNotesOff, i comandi \deadNote, \deadNotesOn e \deadNotesOff. Il termine dead note è di uso comune tra i chitarristi.

Esiste anche una scorciatoia simile per le forme a diamante:

\relative c'' {
  <c f\harmonic>2 <d a'\harmonic>4 <c g'\harmonic> f\harmonic
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\harmonic, \xNotesOn, \xNotesOff, \xNote.

Vedi anche

Frammenti di codice: Altezze.

Guida alla notazione: Stili delle teste di nota, Note in un accordo, Indicazione di armonici e note smorzate.

Guida al funzionamento interno: note-event, Note_heads_engraver, Ledger_line_engraver, NoteHead, LedgerLineSpanner, note-head-interface, ledger-line-spanner-interface.


Testa di nota con nome della nota

La nota ‘easy play’ inserisce il nome della nota dentro la testa. Viene usata nella musica per principianti. Per rendere le lettere leggibili, occorrerebbe usare un carattere più grande. A questo proposito si veda Impostare la dimensione del rigo.

#(set-global-staff-size 26)
\relative c' {
  \easyHeadsOn
  c2 e4 f
  g1
  \easyHeadsOff
  c,1
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\easyHeadsOn, \easyHeadsOff.

Frammenti di codice selezionati

Numeri dentro le teste di nota

Le teste di nota con nome della nota usano la proprietà note-names dell’oggetto NoteHead per determinare cosa appaia all’interno della testa. È possibile sovrascrivere questa proprietà e mostrare numeri corrispondenti ai gradi della scala.

Si può creare un semplice incisore che faccia questo per ogni oggetto testa di nota che incontra.

#(define Ez_numbers_engraver
   (make-engraver
    (acknowledgers
     ((note-head-interface engraver grob source-engraver)
      (let* ((context (ly:translator-context engraver))
	     (tonic-pitch (ly:context-property context 'tonic))
	     (tonic-name (ly:pitch-notename tonic-pitch))
	     (grob-pitch
	      (ly:event-property (event-cause grob) 'pitch))
	     (grob-name (ly:pitch-notename grob-pitch))
	     (delta (modulo (- grob-name tonic-name) 7))
	     (note-names
	      (make-vector 7 (number->string (1+ delta)))))
	(ly:grob-set-property! grob 'note-names note-names))))))

#(set-global-staff-size 26)

\layout {
  ragged-right = ##t
  \context {
    \Voice
    \consists \Ez_numbers_engraver
  }
}

\relative c' {
  \easyHeadsOn
  c4 d e f
  g4 a b c \break

  \key a \major
  a,4 b cis d
  e4 fis gis a \break

  \key d \dorian
  d,4 e f g
  a4 b c d
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Impostare la dimensione del rigo.

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: note-event, Note_heads_engraver, NoteHead, note-head-interface.


Teste di nota a forma variabile

In alcune notazioni, la forma della testa della nota corrisponde alla funzione armonica di una nota nella scala. Questa notazione era comune nei canzonieri americani del diciannovesimo secolo. Gli stili possibili sono Sacred Harp, Southern Harmony, Funk (Harmonia Sacra), Walker e Aiken (Christian Harmony):

\relative c'' {
  \aikenHeads
  c, d e f g2 a b1 c \break
  \sacredHarpHeads
  c,4 d e f g2 a b1 c \break
  \southernHarmonyHeads
  c,4 d e f g2 a b1 c \break
  \funkHeads
  c,4 d e f g2 a b1 c \break
  \walkerHeads
  c,4 d e f g2 a b1 c \break
}

[image of music]

Le forme variano in base al grado della scala; la scala è determinata dal comando \key. Se si scrive in tonalità minore, il grado della scala può essere determinato in base alla relativa maggiore:

\relative c'' {
  \key a \minor
  \aikenHeads
  a b c d e2 f g1 a \break
  \aikenHeadsMinor
  a,4 b c d e2 f g1 a \break
  \sacredHarpHeadsMinor
  a,2 b c d \break
  \southernHarmonyHeadsMinor
  a2 b c d \break
  \funkHeadsMinor
  a2 b c d \break
  \walkerHeadsMinor
  a2 b c d \break
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\aikenHeads, \aikenHeadsMinor, \funkHeads, \funkHeadsMinor, \sacredHarpHeads, \sacredHarpHeadsMinor, \southernHarmonyHeads, \southernHarmonyHeadsMinor, \walkerHeads, \walkerHeadsMinor.

Frammenti di codice selezionati

Applicazione degli stili delle teste di nota in base al grado della scala

La proprietà shapeNoteStyles può essere usata per definire vari stili di teste di nota per ogni grado della scala (definita dall’armatura di chiave o dalla proprietà tonic). Questa proprietà richiede un insieme di simboli, che può essere puramente arbitrario (sono permesse espressioni geometriche come triangle, cross e xcircle) o basato sull’antica tradizione tipografica americana (sono consentiti anche alcuni nomi di nota latini).

Detto questo, per imitare gli antichi canzionieri americani, ci sono vari stili predefiniti disponibili attraverso dei comodi comandi come \aikenHeads o \sacredHarpHeads.

Questo esempio mostra modi diversi di ottenere teste di nota di varie forme e illustra la possibilità di trasporre una melodia senza perdere la corrispondenza tra le funzioni armoniche e gli stili delle teste.

fragment = {
  \key c \major
  c2 d
  e2 f
  g2 a
  b2 c
}

\new Staff {
  \transpose c d
  \relative c' {
    \set shapeNoteStyles = ##(do re mi fa
                               #f la ti)
    \fragment
  }

  \break

  \relative c' {
    \set shapeNoteStyles = ##(cross triangle fa #f
                               mensural xcircle diamond)
    \fragment
  }
}

[image of music]

La lista completa di tutti gli stili delle teste si trova in Stili delle teste di nota.

Vedi anche

Frammenti di codice: Altezze.

Guida alla notazione: Stili delle teste di nota.

Guida al funzionamento interno: note-event, Note_heads_engraver, NoteHead, note-head-interface.


Improvvisazione

L’improvvisazione viene talvolta indicata con teste tagliate: l’esecutore può scegliere qualsiasi nota ma deve seguire il ritmo indicato. Si possono creare queste teste:

\new Voice \with {
  \consists Pitch_squash_engraver
} \relative {
  e''8 e g a a16( bes) a8 g
  \improvisationOn
  e8 ~
  2 ~ 8 f4 f8 ~
  2
  \improvisationOff
  a16( bes) a8 g e
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\improvisationOn, \improvisationOff.

Vedi anche

Frammenti di codice: Altezze.

Guida al funzionamento interno: Pitch_squash_engraver, Voice, RhythmicStaff.


1.2 Ritmi

[image of music]

Questa sezione tratta i ritmi, le pause, le durate, la disposizione delle travature e le battute.


1.2.1 Inserimento delle durate


Durata

Le durate delle note si inseriscono usando numeri e punti. Il numero è basato sul valore reciproco della lunghezza della nota. Per esempio, una nota di un quarto si indica col valore numerico di 4 perché il suo valore è 1/4, mentre una minima si indica col 2, la croma con l’8 e così via. La minor durata esprimibile per una nota indipendente è di 128; è possibile inserire anche valori inferiori, ma solo all’interno di travature. Vedi anche Travature.

Per le note più lunghe di un intero si usano i comandi \longa (due volte una breve) e \breve. Solo nella notazione per musica antica è possibile specificare una nota che dura quattro volte una breve, attraverso il comando \maxima. Vedi Notazione antica.

\relative {
  \time 8/1
  c''\longa c\breve c1 c2
  c4 c8 c16 c32 c64 c128 c128
}

[image of music]

Ecco gli stessi valori con la disposizione automatica delle travature disabilitata.

\relative {
  \time 8/1
  \autoBeamOff
  c''\longa c\breve c1 c2
  c4 c8 c16 c32 c64 c128 c128
}

[image of music]

Le durate isolate, ovvero le durate prive di altezza, in una sequenza musicale prenderanno la loro altezza dalla nota o accordo precedenti.

\relative { a' a a2 a a4 a a1 a }

[image of music]

Le durate isolate prendono l’altezza dalla nota o accordo precedenti.

\relative {
  \time 8/1
  c'' \longa \breve 1 2
  4 8 16 32 64 128 128
}

[image of music]

Le altezze isolate, ovvero le altezze prive di durata, in una sequenza musicale prenderanno la loro durata dalla nota o accordo precedenti. Se non c’è alcuna durata precedente, il valore predefinito è sempre 4, una nota di un quarto.

\relative { a' a a2 a a4 a a1 a }

[image of music]

Inserire un punto (.) dopo la durata per ottenere note “puntate”. Le figure con doppio punto si indicano aggiungendo due punti, e così via.

\relative { a'4 b c4. b8 a4. b4.. c8. }

[image of music]

Per evitare collisioni con le linee del rigo, di norma i punti delle note sono spostati in su. Tuttavia all’interno di passaggi polifonici possono essere posizionati manualmente, sopra o sotto il rigo a seconda delle necessità. Vedi Direzione e posizionamento.

Alcune durate non possono essere rappresentate usando solo durate e punti ma soltanto tramite legature di valore tra due o più note. Vedi Legature di valore.

Per sapere come specificare durate che allineino le sillabe del testo alle note, si veda Musica vocale.

Le note possono essere distanziate in modo proporzionale alla loro durata. Vedi Notazione proporzionale.

Comandi predefiniti

\autoBeamOn, \autoBeamOff, \dotsUp, \dotsDown, \dotsNeutral.

Frammenti di codice selezionati

Note brevi alternative

Le note brevi sono disponibili anche con due linee verticali su ciascun lato della testa invece di una sola e in stile barocco.

\relative c'' {
  \time 4/2
  c\breve |
  \override Staff.NoteHead.style = #'altdefault
  b\breve
  \override Staff.NoteHead.style = #'baroque
  b\breve
  \revert Staff.NoteHead.style
  a\breve
}

[image of music]

Modifica del numero di punti di aumentazione per nota

Il numero di punti di aumentazione su una singola nota può essere modificato in modo indipendente dai punti posizionati dopo la nota.

\relative c' {
  c4.. a16 r2 |
  \override Dots.dot-count = #4
  c4.. a16 r2 |
  \override Dots.dot-count = #0
  c4.. a16 r2 |
  \revert Dots.dot-count
  c4.. a16 r2 |
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: breve, longa, maxima, durata, Nomi di durata delle note e delle pause.

Guida alla notazione: Travature, Legature di valore, Gambi, Inserimento delle durate, Inserimento delle pause, Musica vocale, Notazione antica, Notazione proporzionale.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Dots, DotColumn.

Problemi noti e avvertimenti

Non c’è un limite massimo o minimo alla durata di una pausa, ma è il numero dei glifi ad essere limitato, dunque si possono indicare pause comprese tra 128 e \maxima.


Gruppi irregolari

I gruppi irregolari sono costituiti da un’espressione musicale introdotta dal comando \tuplet, che moltiplica la velocità dell’espressione musicale per una frazione:

\tuplet frazione { musica }

Il numeratore della frazione apparirà sopra o sotto le note; eventualmente, con l’aggiunta opzionale di una parentesi quadra. Il gruppo irregolare più comune è la terzina, in cui 3 note hanno la durata di 2:

\relative {
  a'2 \tuplet 3/2 { b4 b b }
  c4 c \tuplet 3/2 { b4 a g }
}

[image of music]

In caso di lunghi passaggi di gruppi irregolari, dover scrivere un comando \tuplet per ogni gruppo è scomodo. È possibile specificare direttamente la durata di un gruppo irregolare prima della musica per far sì che i gruppi siano suddivisi automaticamente:

\relative {
  g'2 r8 \tuplet 3/2 8 { cis16 d e e f g g f e }
}

[image of music]

Le parentesi dei gruppi irregolari si possono posizionare manualmente sopra o sotto il rigo:

\relative {
  \tupletUp \tuplet 3/2 { c''8 d e }
  \tupletNeutral \tuplet 3/2 { c8 d e }
  \tupletDown \tuplet 3/2 { f,8 g a }
  \tupletNeutral \tuplet 3/2 { f8 g a }
}

[image of music]

È possibile annidare i gruppi irregolari:

\relative {
  \autoBeamOff
  c''4 \tuplet 5/4 { f8 e f \tuplet 3/2 { e[ f g] } } f4
}

[image of music]

La modifica di gruppi irregolari annidati che iniziano simultaneamente richiede l’uso di \tweak.

Per modificare la durata delle note senza che appaia la parentesi quadra del gruppo irregolare, si veda Scalare le durate.

Comandi predefiniti

\tupletUp, \tupletDown, \tupletNeutral.

Frammenti di codice selezionati

Inserire vari gruppi irregolari usando una sola volta il comando tuplet

La proprietà tupletSpannerDuration imposta la durata di ognuno dei gruppi irregolari compresi tra parentesi dopo il comando \tuplet. In questo modo si possono inserire molti gruppi irregolari consecutivi all’interno di una singola espressione \tuplet, risparmiando così tempo e spazio.

Ci sono vari modi per impostare tupletSpannerDuration. Il comando \tupletSpan la imposta su una certa durata e poi la annulla quando invece di una durata viene specificato \default. Altrimenti si può usare un argomento opzionale con \tuplet.

\relative c' {
  \time 2/4
  \tupletSpan 4
  \tuplet 3/2 { c8^"\\tupletSpan 4" c c c c c }
  \tupletSpan \default
  \tuplet 3/2 { c8^"\\tupletSpan \\default" c c c c c }
  \tuplet 3/2 4 { c8^"\\tuplet 3/2 4 {...}" c c c c c }
}

[image of music]

Modifica del numero del gruppo irregolare

Di norma compare sulla parentesi del gruppo irregolare solo il numeratore del numero del gruppo irregolare, ovvero il numeratore dell’argomento del comando \tuplet. Ma è possibile mostrare la frazione num:den del numero del gruppo irregolare oppure nascondere del tutto il numero.

\relative c'' {
  \tuplet 3/2 { c8 c c }
  \tuplet 3/2 { c8 c c }
  \override TupletNumber.text = #tuplet-number::calc-fraction-text
  \tuplet 3/2 { c8 c c }
  \omit TupletNumber
  \tuplet 3/2 { c8 c c }
}

[image of music]

Numeri non predefiniti per i gruppi irregolari

LilyPond fornisce anche funzioni di formattazione che permettono di creare numeri di gruppi irregolari diversi dalla frazione vera e propria, così come di aggiungere un valore di nota al numero o alla frazione di un gruppo irregolare.

\relative c'' {
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::non-default-tuplet-denominator-text 7)
  \tuplet 3/2  { c4. c4. c4. c4. }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::non-default-tuplet-fraction-text 12 7)
  \tuplet 3/2  { c4. c4. c4. c4. }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::append-note-wrapper
      (tuplet-number::non-default-tuplet-fraction-text 12 7)
      (ly:make-duration 3 0))
  \tuplet 3/2  { c4. c4. c4. c4. }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::append-note-wrapper
      tuplet-number::calc-denominator-text
      (ly:make-duration 2 0))
  \tuplet 3/2  { c8 c8 c8 c8 c8 c8 }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::append-note-wrapper
      tuplet-number::calc-fraction-text
      (ly:make-duration 2 0))
  \tuplet 3/2  { c8 c8 c8 c8 c8 c8 }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::fraction-with-notes
      (ly:make-duration 2 1) (ly:make-duration 3 0))
  \tuplet 3/2  { c4. c4. c4. c4. }
  \once \override TupletNumber.text =
    #(tuplet-number::non-default-fraction-with-notes 12
      (ly:make-duration 3 0) 4 (ly:make-duration 2 0))
  \tuplet 3/2  { c4. c4. c4. c4. }
}

[image of music]

Controllare la visibilità della parentesi del gruppo irregolare

Il comportamento predefinito relativo alla visibilità della parentesi quadra del gruppo irregolare è di mostrare una parentesi a meno che non ci sia una travatura della stessa lunghezza del gruppo.

Per controllare la visibilità di tale parentesi, si imposta la proprietà 'bracket-visibility su #t (mostra sempre la parentesi), #'if-no-beam (mostra la parentesi solo se non c’è una travatura, che è il comportamento predefinito) o #f (non mostrare mai la parentesi). L’ultima opzione equivale a omettere l’oggetto @code{TupletBracket} dall’output.

music = \relative c'' {
  \tuplet 3/2 { c16[ d e } f8]
  \tuplet 3/2 { c8 d e }
  \tuplet 3/2 { c4 d e }
}

\new Voice {
  \relative c' {
    << \music s4^"default" >>
    \override TupletBracket.bracket-visibility = #'if-no-beam
    << \music s4^"'if-no-beam" >>
    \override TupletBracket.bracket-visibility = ##t
    << \music s4^"#t" >>
    \override TupletBracket.bracket-visibility = ##f
    << \music s4^"#f" >>
    \omit TupletBracket
    << \music s4^"omit" >>
  }
}

[image of music]

Consentire l’interruzione del rigo all’interno di gruppi irregolari con travature

Questo esempio artificioso mostra come permettere interruzioni del rigo sia manuali che automatiche all’interno di un gruppo irregolare con travature. Si noti che le travature di questi gruppi irregolari fuori dal ritmo devono essere disposte manualmente.

\layout {
  \context {
    \Voice
    % Permit line breaks within tuplets
    \remove "Forbid_line_break_engraver"
    % Allow beams to be broken at line breaks
    \override Beam.breakable = ##t
  }
}
\relative c'' {
  a8
  \repeat unfold 5 { \tuplet 3/2 { c[ b a] } }
  % Insert a manual line break within a tuplet
  \tuplet 3/2 { c[ b \bar "" \break a] }
  \repeat unfold 5 { \tuplet 3/2 { c[ b a] } }
  c8
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: terzina, gruppo irregolare, polimetrico.

Manuale di apprendimento: Metodi di modifica.

Guida alla notazione: Direzione e posizionamento, Gestione del tempo, Scalare le durate, Il comando \tweak, Notazione polimetrica.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: TupletBracket, TupletNumber, TimeScaledMusic.


Scalare le durate

La durata di singole note, pause o accordi può essere moltiplicata per una frazione N/M aggiungendo *N/M (o *N se M è 1). Questo non cambierà l’aspetto delle note o delle pause, ma la durata così alterata verrà utilizzata per calcolare la posizione all’interno della misura e per impostare la durata nel file MIDI. Si possono combinare molteplici fattori, come *L*M/N. I fattori fanno parte della durata: quindi se non si specifica una durata per le note successive, la durata ripresa dalla nota precedente includerà il fattore di scalatura.

Nell’esempio seguente le prime tre note occupano esattamente due tempi, ma non sono indicate come gruppo irregolare.

\relative {
  \time 2/4
  % Trasforma le durate in terzine
  a'4*2/3 gis a
  % Durate normali
  a4 a
  % Raddoppia la durata dell'accordo
  <a d>4*2
  % Durata di un quarto, ma appare come un sedicesimo
  b16*4 c4
}

[image of music]

Anche la durata delle pause spaziatrici può essere modificata con un moltiplicatore. Può essere utile per saltare molte misure; per esempio s1*23.

Frammenti musicali più lunghi possono essere compressi secondo la stessa proporzione, come moltiplicando ogni nota, accordo o pausa per una medesima frazione. In questo modo, l’aspetto della musica non cambia ma la durata interna delle note viene moltiplicata per la frazione num/den. Ecco un esempio che mostra come la musica possa essere compressa e espansa:

\relative {
  \time 2/4
  % Durate normali
  <c'' a>4 c8 a
  % Scala la musica di *2/3
  \scaleDurations 2/3 {
    <c a f>4. c8 a f
  }
  % Scala la musica di *2
  \scaleDurations 2/1 {
    <c' a>4 c8 b
  }
}

[image of music]

Questo comando torna utile nella notazione polimetrica, si veda Notazione polimetrica.

Vedi anche

Guida alla notazione: Gruppi irregolari, Pause invisibili, Notazione polimetrica.

Frammenti di codice: Rhythms.

Problemi noti e avvertimenti

Il calcolo della posizione in una misura deve considerare tutti i fattori di dimensionamento applicati alle note di quella misura e gli esigui residui delle misure precedenti. Questo calcolo viene fatto con numeri razionali. Se un numeratore o un denominatore intermedi in quel calcolo eccedono di 2^30, l’esecuzione e la composizione tipografica si arresteranno in quel punto senza indicare un errore.


Legature di valore

Una legatura di valore connette le teste di due note della stessa altezza successive. Dunque, la legatura di valore prolunga la durata di una nota.

Nota: Le legature di valore non devono essere confuse con le legature di portamento, che articolano un passaggio, o con le legature di frase, che delimitano una frase musicale. Una legatura di valore serve semplicemente a prolungare la durata di una nota, in modo analogo al punto di valore.

La legatura di valore si inserisce aggiungendo il simbolo tilde (~) alla prima di ogni coppia di note legate. Esso indica che la nota deve essere legata alla nota successiva, che deve essere della stessa altezza.

{ a'2~ 4~ 16 r r8 }

[image of music]

Le legature di valore possono avvantaggiarsi dell’interpretazione dell’ ‘ultima altezza esplicita’ per le durate isolate:

{ a'2~ 4~ 16 r r8 }

[image of music]

Le legature di valore si usano per unire due note a cavallo di una stanghetta di battuta, oppure quando non si possono usare i punti per esprimere una particolare durata. Le legature si dovrebbero usare anche per unire note dalle durate superiori all’unità di suddivisione della misura:

\relative {
  r8 c'4.~ 4 r4 |
  r8^"non" c2~ 8 r4
}

[image of music]

Per legare una successione di note la cui durata si prolunga per più misure intere, è più semplice ricorrere alla suddivisione automatica delle note, come è spiegato in Divisione automatica delle note. Questo metodo divide automaticamente le note lunghe e le connette da misura a misura.

Quando si applica una legatura di valore a degli accordi, vengono legate tutte le teste delle note della stessa altezza. In assenza di altezze corrispondenti, non verrà creata alcuna legatura. Singoli suoni degli accordi possono essere legati inserendo la legatura all’interno dell’accordo stesso.

\relative c' {
  <c e g>2~ 2 |
  <c e g>4~ <c e g c>
    <c~ e g~ b> <c e g b> |
}

[image of music]

Quando la battuta della "seconda volta" di un ritornello inizia con una nota legata a quella precedente, occorre indicare la legatura nel modo seguente:

\relative {
  \repeat volta 2 { c g <c e>2~ }
  \alternative {
    % Prima volta: la nota seguente viene legata in modo normale
    { <c e>2. r4 }
    % Seconda volta: la nota seguente ha una legatura ripetuta
    { <c e>2\repeatTie d4 c }
  }
}

[image of music]

Le legature L.v. (laissez vibrer) indicano che le note non devono essere terminate nettamente. Si usa nella notazione per pianoforte, arpa e altri strumenti a corda e a percussione. Si inseriscono così:

<c' f' g'>1\laissezVibrer

[image of music]

Le legature di valore possono essere impostate manualmente per avere la curva in su o in giù, come è spiegato in Direzione e posizionamento.

Le legature di valore possono essere tratteggiate, punteggiate, oppure tracciate secondo una successione di tratti continui e tratti interrotti.

\relative c' {
  \tieDotted
  c2~ 2
  \tieDashed
  c2~ 2
  \tieHalfDashed
  c2~ 2
  \tieHalfSolid
  c2~ 2
  \tieSolid
  c2~ 2
}

[image of music]

Si possono specificare modelli di tratteggiatura personalizzati:

\relative c' {
  \tieDashPattern #0.3 #0.75
  c2~ 2
  \tieDashPattern #0.7 #1.5
  c2~ 2
  \tieSolid
  c2~ 2
}

[image of music]

Le definizioni dei modelli di tratteggiatura delle legature di valore hanno la stessa struttura di quelle per le legature di portamento. I dettagli relativi ai modelli complessi di tratteggiatura sono trattati in Legature di portamento.

Sovrascrivere le proprietà di formattazione whiteout e layer degli oggetti che devono creare uno spazio vuoto tra le legature di valore.

\relative {
  \override Tie.layer = #-2
  \override Staff.TimeSignature.layer = #-1
  \override Staff.KeySignature.layer = #-1
  \override Staff.TimeSignature.whiteout = ##t
  \override Staff.KeySignature.whiteout = ##t
  b'2 b~
  \time 3/4
  \key a \major
  b r4
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\tieUp, \tieDown, \tieNeutral, \tieDotted, \tieDashed, \tieDashPattern, \tieHalfDashed, \tieHalfSolid, \tieSolid.

Frammenti di codice selezionati

Usare le legature di valore con un arpeggio

Le legature di valore vengono usate talvolta per scrivere un arpeggio. In questo caso, le due note da legare devono non essere consecutive. Per ottenere tale risultato occorre impostare la proprietà tieWaitForNote su #t. Questa funzionalità serve anche a legare un tremolo a un accordo e in generale qualsiasi coppia di note consecutive.

\relative c' {
  \set tieWaitForNote = ##t
  \grace { c16[ ~ e ~ g] ~ } <c, e g>2
  \repeat tremolo 8 { c32 ~ c' ~ } <c c,>1
  e8 ~ c ~ a ~ f ~ <e' c a f>2
  \tieUp
  c8 ~ a
  \tieDown
  \tieDotted
  g8 ~ c g2
}

[image of music]

Disegnare manualmente le legature di valore

Le legature di valore possono essere disegnate a mano cambiando la proprietà tie-configuration dell’oggetto TieColumn. Il primo numero indica la distanza dal centro del rigo nell’unità di metà spazio rigo, mentre il secondo numero indica la direzione (1 = su, -1 = giù).

Si noti che LilyPond fa una distinzione tra valori precisi e imprecisi per il primo numero. Se si usa un valore preciso (ovvero un intero o una frazione come (/ 4 5)), il valore serve come posizione verticale approssimata che viene ulteriormente aggiustata da LilyPond per far sì che la legatura di valore eviti le linee del rigo. Se si usa un valore impreciso, come una virgola mobile, viene usato per la posizione verticale senza ulteriori regolazioni.

\relative c' {
  <c e g>2~ <c e g>
  \override TieColumn.tie-configuration =
    #'((0.0 . 1) (-2.0 . 1) (-4.0 . 1))
  <c e g>2~ <c e g>
  \override TieColumn.tie-configuration =
    #'((0 . 1) (-2 . 1) (-4 . 1))
  <c e g>2~ <c e g>
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: legatura di valore, laissez vibrer.

Guida alla notazione: Legature di portamento, Divisione automatica delle note.

Frammenti di codice: Expressive marks, Rhythms.

Guida al funzionamento interno: LaissezVibrerTie, LaissezVibrerTieColumn, TieColumn, Tie.

Problemi noti e avvertimenti

Cambiare rigo mentre una legatura di valore è attiva non produce una legatura obliqua.

Il cambio di chiave o di ottava durante una legatura di valore non è una situazione ben definita. In questi casi è preferibile usare una legatura di portamento.


1.2.2 Inserimento delle pause

Le pause si inseriscono insieme alla musica contenuta nelle espressioni musicali.


Pause

Le pause si inseriscono allo stesso modo delle note, ma con il carattere r. Le durate più lunghe di un intero usano i seguenti comandi predefiniti:

\new Staff {
  % Queste due linee servono solo ad abbellire questo esempio
  \time 16/1
  \omit Staff.TimeSignature
  % Mostra una pausa di maxima, equivalente a quattro brevi
  r\maxima
  % Mostra una pausa di longa, equivalente a due brevi
  r\longa
  % Mostra una pausa di breve
  r\breve
  r1 r2 r4 r8 r16 r32 r64 r128
}

[image of music]

Le pause d’intero, poste al centro della misura, devono essere inserite come pause multiple. Si possono usare sia per una sola misura sia su più misure, come è spiegato in Pause d’intero.

Per indicare esplicitamente la posizione verticale di una pausa, si scrive la nota corrispondente seguita da \rest. Una pausa della durata della nota verrà collocata nella posizione della nota sul rigo. Questo permette una precisa formattazione manuale della musica polifonica, dato che il formattatore automatico che gestisce le collisioni tra pause non interviene su questo tipo di pause.

\relative { a'4\rest d4\rest }

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Stili di pausa

Esistono vari stili di pausa.

\new Staff \relative c {
  \omit Score.TimeSignature
  \cadenzaOn

  \override Staff.Rest.style = #'mensural
  r\maxima^\markup \typewriter { mensural }
  r\longa r\breve r1 r2 r4 r8 r16 s32 s64 s128 s128
  \bar ""
  \break

  \override Staff.Rest.style = #'neomensural
  r\maxima^\markup \typewriter { neomensural }
  r\longa r\breve r1 r2 r4 r8 r16 s32 s64 s128 s128
  \bar ""
  \break

  \override Staff.Rest.style = #'classical
  r\maxima^\markup \typewriter { classical }
  r\longa r\breve r1 r2 r4 r8 r16 r32 r64 r128 s128
  \bar ""
  \break

  \override Staff.Rest.style = #'z
  r\maxima^\markup \typewriter { z-style }
  r\longa r\breve r1 r2 r4 r8 r16 r32 r64 r128 s128
  \bar ""
  \break

  \override Staff.Rest.style = #'default
  r\maxima^\markup \typewriter { default }
  r\longa r\breve r1 r2 r4 r8 r16 r32 r64 r128 s128
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: breve, longa, maxima.

Guida alla notazione: Pause d’intero.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Rest.

Problemi noti e avvertimenti

Non c’è un limite massimo o minimo alla durata di una pausa, ma è il numero dei glifi ad essere limitato: si possono indicare pause da un centoventottesimo fino alla maxima (otto volte una semibreve).


Pause invisibili

Una pausa invisibile (chiamata anche ‘pausa spaziatrice’) si inserisce come come una nota col nome s:

\relative c'' {
  c4 c s c |
  s2 c |
}

[image of music]

Le pause spaziatrici possono essere usate soltanto nella modalità note e nella modalità accordi. In altre situazioni, ad esempio quando si inserisce il testo vocale, si usa il comando \skip per saltare un valore musicale. \skip richiede una durata esplicita, ma questo requisito viene ignorato se il testo desume le proprie durate dalle note presenti in una melodia ad esso associata attraverso \addlyrics o \lyricsto.

<<
  {
    a'2 \skip2 a'2 a'2
  }
  \new Lyrics {
    \lyricmode {
      foo2 \skip 1 bla2
    }
  }
>>

[image of music]

Dato che \skip è un comando, non modifica la durata predefinita delle note che seguono, diversamente da s.

<<
  {
    \repeat unfold 8 { a'4 }
  }
  {
    a'4 \skip 2 a' |
    s2 a'
  }
>>

[image of music]

Una pausa spaziatrice crea implicitamente i contesti Staff e Voice se non esistono già, proprio come accade per le note e le pause:

{ s1 s s }

[image of music]

\skip si limita a saltare un valore musicale, non crea nessun tipo di output.

% Questo input è corretto, ma non produce niente
\skip 1 \skip1 \skip 1

[image of music]

Vedi anche

Manuale di apprendimento: Visibilità e colore degli oggetti.

Guida alla notazione: Note nascoste, Visibilità degli oggetti.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: SkipMusic.


Pause d’intero

Le pause per una o più misure d’intero si inseriscono, come le note, col carattere maiuscolo R:

% L'insieme delle misure di pausa vengono riportate in una sola misura
\compressMMRests {
  R1*4
  R1*24
  R1*4
  b'2^"Tutti" b'4 a'4
}

[image of music]

La durata delle pause multiple è identica alla notazione di durata usata per le note e deve essere sempre un numero intero di misure/lunghezze, quindi occorre spesso usare dei punti di aumentazione o delle frazioni:

\compressMMRests {
  \time 2/4
  R1 | R2 |
  \time 3/4
  R2. | R2.*2 |
  \time 13/8
  R1*13/8 | R1*13/8*12 |
  \time 10/8
  R4*5*4 |
}

[image of music]

Una pausa d’intero appare al centro della misura con la durata di una semibreve o di una breve, in base all’indicazione di tempo.

\time 4/4
R1 |
\time 6/4
R1*3/2 |
\time 8/4
R1*2 |

[image of music]

Di norma una pausa multipla viene scorporata sul pentagramma in modo da mostrare esplicitamente tutte le misure per cui si prolunga. Altrimenti, è possibile indicarla collocando in una sola misura un simbolo di pausa multipla, col numero di misure per cui la pausa si prolunga posto al di sopra della misura stessa:

% Comportamento predefinito
\time 3/4 r2. | R2.*2 |
\time 2/4 R2 |
\time 4/4
% Tutte le misure di pausa sono riportate in una singola misura
\compressMMRests {
  r1 | R1*17 | R1*4 |
}
% Le misure della pausa multipla sono scorporate di nuovo
\time 3/4
R2.*2 |

[image of music]

Si possono aggiungere delle annotazioni alle pause multiple.

\compressMMRests {
  \time 3/4
  R2.*10^\markup { \italic "ad lib." }
}

[image of music]

Quando una pausa multipla segue immediatamente un comando \partial, potrebbero non apparire i relativi avvertimenti del controllo battuta.

Comandi predefiniti

\textLengthOn, \textLengthOff, \compressMMRests,

Frammenti di codice selezionati

Regolazione della lunghezza delle pause multiple

Le pause multiple hanno una lunghezza che dipende dalla loro durata totale e tale lunghezza è regolata da MultiMeasureRest.space-increment. Nota che il valore predefinito è 2.0.

\relative c' {
  \compressEmptyMeasures
  R1*2 R1*4 R1*64 R1*16
  \override Staff.MultiMeasureRest.space-increment = 2.5
  R1*2 R1*4 R1*64 R1*16
}

[image of music]

Modificare la forma delle pause multiple

Se la pausa multipla dura dieci misure o un numero inferiore a dieci, nel rigo apparirà una serie di pause di longa e di breve (chiamate in tedesco “Kirchenpausen” - pause ecclesiastiche); altrimenti apparirà una semplice linea. Il numero predefinito di dieci può essere cambiato sovrascrivendo la proprietà expand-limit..

\relative c'' {
  \compressMMRests {
    R1*2 | R1*5 | R1*9
    \override MultiMeasureRest.expand-limit = #3
    R1*2 | R1*5 | R1*9
  }
}

[image of music]

Posizionamento delle pause multiple

Diversamente dalle pause normali, non esiste un comando predefinito per cambiare la posizione sul rigo di un simbolo di pausa multipla di qualsiasi tipo connettendolo a una nota. Tuttavia, nella musica polifonica le pause multiple nelle voci dispari e pari sono separate verticalmente. Il posizionamento delle pause multiple si controlla nel modo seguente:

\relative c'' {
  % Multi-measure rests by default are set under the fourth line
  R1
  % They can be moved using an override
  \override MultiMeasureRest.staff-position = #-2
  R1
  \override MultiMeasureRest.staff-position = #0
  R1
  \override MultiMeasureRest.staff-position = #2
  R1
  \override MultiMeasureRest.staff-position = #3
  R1
  \override MultiMeasureRest.staff-position = #6
  R1
  \revert MultiMeasureRest.staff-position
  \break

  % In two Voices, odd-numbered voices are under the top line
  << { R1 } \\ { a1 } >>
  % Even-numbered voices are under the bottom line
  << { a1 } \\ { R1 } >>
  % Multi-measure rests in both voices remain separate
  << { R1 } \\ { R1 } >>

  % Separating multi-measure rests in more than two voices
  % requires an override
  << { R1 } \\ { R1 } \\
     \once \override MultiMeasureRest.staff-position = #0
     { R1 }
  >>

  % Using compressed bars in multiple voices requires another override
  % in all voices to avoid multiple instances being printed
  \compressMMRests
  <<
   \revert MultiMeasureRest.direction
    { R1*3 }
    \\
   \revert MultiMeasureRest.direction
    { R1*3 }
  >>
}

[image of music]

Testo a margine delle pause multiple

Il testo a margine di una pausa multipla viene centrato sopra o sotto di essa. Se il testo è lungo, la misura non si espanderà. Per espandere la pausa multipla in modo che si allinei col testo, conviene usare un accordo vuoto con del testo attaccato prima della pausa multipla.

Il testo così attaccato a una nota spaziatrice viene allineato a sinistra della posizione in cui la nota sarebbe posta nella misura, ma se la lunghezza della misura è determinata dalla lunghezza del testo, il testo verrà centrato.

\relative c' {
  \compressMMRests {
    \textLengthOn
    <>^\markup { [MAJOR GENERAL] }
    R1*19
    <>_\markup { \italic { Cue: ... it is yours } }
    <>^\markup { A }
    R1*30^\markup { [MABEL] }
    \textLengthOff
    c4^\markup { CHORUS } d f c
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: pausa multipla.

Guida alla notazione: Durata, Testo, Formattazione del testo, Scritte.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: MultiMeasureRest, MultiMeasureRestNumber, MultiMeasureRestScript, MultiMeasureRestText.

Problemi noti e avvertimenti

Se una diteggiatura viene posta su una pausa multipla (ad esempio R1*10-4), il numero della diteggiatura può collidere col numero del contatore delle battute.

Non è possibile condensare automaticamente molteplici pause normali in in una singola pausa multipla.

Le pause multiple non considerano le collisioni di pausa.


1.2.3 Aspetto dei ritmi


Indicazione di tempo

L’indicazione di tempo si imposta così:

\time 2/4 c''2
\time 3/4 c''2.

[image of music]

I cambi di indicazione di tempo a metà misura sono trattati in Anacrusi.

Le indicazioni di tempo appaiono all’inizio di un brano e ogni volta che l’indicazione cambia. Se il cambio ha luogo alla fine di un rigo, appare un’indicazione di tempo di precauzione. Si può modificare questo comportamento predefinito, come è spiegato in Visibilità degli oggetti.

\relative c'' {
  \time 2/4
  c2 c
  \break
  c c
  \break
  \time 4/4
  c c c c
}

[image of music]

Il simbolo di indicazione di tempo usato nei tempi 2/2 e 4/4 può essere sostituito da un numero:

\relative c'' {
  % Stile predefinito
  \time 4/4 c1
  \time 2/2 c1
  % Passaggio allo stile numerico
  \numericTimeSignature
  \time 4/4 c1
  \time 2/2 c1
  % Ritorno allo stile predefinito
  \defaultTimeSignature
  \time 4/4 c1
  \time 2/2 c1
}

[image of music]

Le indicazioni di tempo mensurali sono trattate in Indicazioni di tempo mensurali.

Oltre a impostare l’indicazione di tempo che appare nel pentagramma, il comando \time imposta anche i valori delle proprietà basate sull’indicazione di tempo, ovvero baseMoment, beatStructure e beamExceptions. I valori predefiniti di queste proprietà si trovano in ‘scm/time-signature-settings.scm’.

Si può sovrascrivere il valore predefinito di beatStructure nel comando \time stesso specificandolo come primo argomento opzionale:

\score {
  \new Staff {
    \relative {
      \time 2,2,3 7/8
      \repeat unfold 7 { c'8 } |
      \time 3,2,2 7/8
      \repeat unfold 7 { c8 } |
    }
  }
}

[image of music]

Oppure si possono impostare tutti i valori predefiniti di queste variabili relative all’indicazione di tempo, incluse baseMoment e beamExceptions. I valori possono essere impostati in modo indipendente per diverse indicazioni di tempo. I nuovi valori hanno effetto appena viene eseguito un nuovo comando \time che abbia lo stesso valore dell’indicazione di tempo specificata nelle nuove impostazioni:

\score {
  \new Staff {
    \relative c' {
      \overrideTimeSignatureSettings
        4/4        % timeSignatureFraction
        1/4        % baseMomentFraction
        3,1        % beatStructure
        #'()       % beamExceptions
      \time 4/4
      \repeat unfold 8 { c8 } |
    }
  }
}

[image of music]

\overrideTimeSignatureSettings prende quattro argomenti:

  1. timeSignatureFraction, una frazione che indica l’indicazione di tempo a cui questi valori si riferiscono.
  2. baseMomentFraction, una frazione che contiene il numeratore e il denominatore dell’unità di tempo.
  3. beatStructure, una lista Scheme che indica la struttura dei battiti nella misura, nell’unità di baseMomentFraction.
  4. beamExceptions, una lista di associazione (alist) che contiene regole di disposizione delle travature che vanno oltre la fine ad ogni battito, come descritto in Impostare il comportamento delle travature automatiche.

I valori modificati delle proprietà predefinite dell’indicazione di tempo possono essere ripristinati ai valori originali:

\score {
  \relative {
    \repeat unfold 8 { c'8 } |
    \overrideTimeSignatureSettings
      4/4        % timeSignatureFraction
      1/4        % baseMomentFraction
      3,1        % beatStructure
      #'()       % beamExceptions
    \time 4/4
    \repeat unfold 8 { c8 } |
    \revertTimeSignatureSettings 4/4
    \time 4/4
    \repeat unfold 8 { c8 } |
  }
}

[image of music]

Si possono stabilire valori diversi delle proprietà predefinite dell’indicazione di tempo per righi diversi spostando Timing_translator e Default_bar_line_engraver dal contesto Score al contesto Staff.

\score {
  \new StaffGroup <<
     \new Staff {
        \overrideTimeSignatureSettings
          4/4        % timeSignatureFraction
          1/4        % baseMomentFraction
          3,1        % beatStructure
          #'()       % beamExceptions
        \time 4/4
        \repeat unfold 8 {c''8}
     }
     \new Staff {
        \overrideTimeSignatureSettings
          4/4        % timeSignatureFraction
          1/4        % baseMomentFraction
          1,3        % beatStructure
          #'()       % beamExceptions
        \time 4/4
        \repeat unfold 8 {c''8}
     }
  >>
  \layout {
    \context {
      \Score
      \remove Timing_translator
    }
    \context {
      \Staff
      \consists Timing_translator
    }
  }
}

[image of music]

Un ulteriore metodo per modificare queste variabili relative all’indicazione di tempo, che evita di mostrare di nuovo l’indicazione di tempo al momento del cambio, è descritto in Impostare il comportamento delle travature automatiche.

Comandi predefiniti

\numericTimeSignature, \defaultTimeSignature.

Frammenti di codice selezionati

Indicazione di tempo che mostra solo il numeratore (invece della frazione)

Talvolta un’indicazione di tempo non deve mostrare la frazione intera (ad esempio 7/4), ma solo il numeratore (7 in questo caso). Si può ottenere facilmente con \override Staff.TimeSignature.style = #'single-digit, che cambia lo stile in modo permanente. Con \revert Staff.TimeSignature.style, questa impostazione può essere annullata. Per applicare lo stile a cifra singola (single-digit) a una sola indicazione di tempo, si usa il comando \override preceduto da \once.

\relative c'' {
  \time 3/4
  c4 c c
  % Change the style permanently
  \override Staff.TimeSignature.style = #'single-digit
  \time 2/4
  c4 c
  \time 3/4
  c4 c c
  % Revert to default style:
  \revert Staff.TimeSignature.style
  \time 2/4
  c4 c
  % single-digit style only for the next time signature
  \once \override Staff.TimeSignature.style = #'single-digit
  \time 5/4
  c4 c c c c
  \time 2/4
  c4 c
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: indicazione di tempo

Guida alla notazione: Indicazioni di tempo mensurali, Impostare il comportamento delle travature automatiche, Gestione del tempo.

File installati: ‘scm/time-signature-settings.scm’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: TimeSignature, Timing_translator.


Indicazioni metronomiche

Un’indicazione metronomica è semplice da scrivere:

\relative {
  \tempo 4 = 120
  c'2 d
  e4. d8 c2
}

[image of music]

Le indicazioni metronomiche si possono rappresentare anche come una gamma di due numeri:

\relative {
  \tempo 4 = 40 - 46
  c'4. e8 a4 g
  b,2 d4 r
}

[image of music]

Al loro posto si possono usare delle indicazioni di tempo testuali:

\relative {
  \tempo "Allegretto"
    c''4 e d c
    b4. a16 b c4 r4
}

[image of music]

Un’indicazione metronomica, se combinata con del testo, viene posta automaticamente tra parentesi:

\relative {
  \tempo "Allegro" 4 = 160
  g'4 c d e
  d4 b g2
}

[image of music]

In generale, il testo può essere qualsiasi oggetto di tipo testuale:

\relative {
  \tempo \markup { \italic Faster } 4 = 132
  a'8-. r8 b-. r gis-. r a-. r
}

[image of music]

È possibile scrivere un’indicazione metronomica tra parentesi e senza testo includendo una stringa vuota nell’input:

\relative {
  \tempo "" 8 = 96
  d''4 g e c
}

[image of music]

In una parte per uno strumento che ha lunghi periodi pieni di pause, le indicazioni di tempo sono talvolta molto ravvicinate. Il comando \markLengthOn aggiunge dello spazio orizzontale per impedire che le indicazioni di tempo si sovrappongano; \markLengthOff ripristina il comportamento predefinito, per cui le indicazioni di tempo non sono tenute in considerazione ai fini della spaziatura orizzontale.

\compressMMRests {
  \markLengthOn
  \tempo "Molto vivace"
  R1*12
  \tempo "Meno mosso"
  R1*16
  \markLengthOff
  \tempo "Tranquillo"
  R1*20
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Posizionare il metronomo e i numeri di chiamata sotto il rigo

Di norma, il metronomo e i numeri di chiamata vengono posizionati sopra il rigo. Per metterli sotto il rigo basta impostare correttamente la proprietà direction di MetronomeMark o RehearsalMark.

\layout {
  indent = 0
  ragged-right = ##f
}

{
  % Metronome marks below the staff
  \override Score.MetronomeMark.direction = #DOWN
  \tempo 8. = 120
  c''1

  % Rehearsal marks below the staff
  \override Score.RehearsalMark.direction = #DOWN
  \mark \default
  c''1
}

[image of music]

Modificare il tempo senza mostrare l’indicazione metronomica

Per cambiare il tempo del file MIDI senza che appaia l’indicazione metronomica, basta renderla invisibile.

\score {
  \new Staff \relative c' {
    \tempo 4 = 160
    c4 e g b
    c4 b d c
    \set Score.tempoHideNote = ##t
    \tempo 4 = 96
    d,4 fis a cis
    d4 cis e d
  }
  \layout { }
  \midi { }
}

[image of music]

Creare indicazioni metronomiche in modalità testuale

Si possono creare nuove indicazioni metronomiche in modalità testuale, ma non modificheranno il tempo del file MIDI.

\relative c' {
  \tempo \markup {
    \concat {
      (
      \smaller \general-align #Y #DOWN \note {16.} #1
      " = "
      \smaller \general-align #Y #DOWN \note {8} #1
      )
    }
  }
  c1
  c4 c' c,2
}

[image of music]

I dettagli si trovano in Formattazione del testo.

Vedi anche

Glossario musicale: metronomo, indicazione di tempo, indicazione metronomica.

Guida alla notazione: Formattazione del testo, Creazione dell’output MIDI.

Frammenti di codice: Staff notation.

Guida al funzionamento interno: MetronomeMark.


Anacrusi

Le misure parziali, come l’anacrusi o la battuta in levare, si inseriscono col comando \partial:

\partial durata

Quando si usa \partial all’inizio di una partitura, la durata è la lunghezza della musica che precede la prima battuta.

\relative {
  \time 3/4
  \partial 4.
  r4 e'8 | a4 c8 b c4 |
}

[image of music]

Quando si usa \partial dopo l’inizio di una partitura, la durata è la lunghezza rimanente della misura corrente. Non crea una battuta con un nuovo numero.

\relative {
  \set Score.barNumberVisibility = #all-bar-numbers-visible
  \override Score.BarNumber.break-visibility =
        #end-of-line-invisible
  \time 9/8
  d''4.~ 4 d8 d( c) b | c4.~ 4. \bar "||"
  \time 12/8
  \partial 4.
  c8( d) e | f2.~ 4 f8 a,( c) f |
}

[image of music]

Il comando \partial è obbligatorio quando l’indicazione di tempo cambia in mezzo a una misura, ma si può usare anche da solo.

\relative {
  \set Score.barNumberVisibility = #all-bar-numbers-visible
  \override Score.BarNumber.break-visibility =
        #end-of-line-invisible
  \time 6/8
  \partial 8
  e'8 | a4 c8 b[ c b] |
  \partial 4
  r8 e,8 | a4 \bar "||"
  \partial 4
  r8 e8 | a4
  c8 b[ c b] |
}

[image of music]

Il comando \partial imposta la proprietà Timing.measurePosition, che è un numero razionale che indica quanto tempo della misura è trascorsa.

Vedi anche

Glossario musicale: anacrusi.

Guida alla notazione: Abbellimenti.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Timing_translator.


Musica in tempo libero

Nella musica in un tempo determinato l’inserimento delle stanghette e dei numeri di battuta è calcolato automaticamente. Nella musica in tempo libero (per esempio, la cadenza), un simile comportamento non è desiderabile, e può essere ‘disabilitato’ col comando \cadenzaOn e poi ‘riabilitato’ quando necessario con \cadenzaOff.

\relative c'' {
  c4 d e d
  \cadenzaOn
  c4 c d8[ d d] f4 g4.
  \cadenzaOff
  \bar "|"
  d4 e d c
}

[image of music]

La numerazione delle battute riprende dopo la cadenza.

\relative c'' {
  % Mostra tutti i numeri di battuta
  \override Score.BarNumber.break-visibility = #all-visible
  c4 d e d
  \cadenzaOn
  c4 c d8[ d d] f4 g4.
  \cadenzaOff
  \bar "|"
  d4 e d c
}

[image of music]

Se si inserisce un comando \bar dentro una cadenza non viene iniziata una nuova misura, anche se appare una stanghetta nell’output. Quindi qualsiasi alterazione, che di solito si considera sempre attiva fino alla fine della misura, sarà ancora valida dopo la stanghetta stampata da \bar. Se si desidera che le alterazioni successive appaiano, si dovranno inserire manualmente delle alterazioni forzate o di precauzione, come è spiegato in Alterazioni.

\relative c'' {
  c4 d e d
  \cadenzaOn
  cis4 d cis d
  \bar "|"
  % Il primo cis viene stampato senza alterazione anche se si trova dopo \bar
  cis4 d cis! d
  \cadenzaOff
  \bar "|"
}

[image of music]

La disposizione automatica delle travature viene disabilitata da \cadenzaOn. Quindi tutte le travature nelle cadenze devono essere inserite manualmente. Si veda Travature manuali.

\relative {
  \repeat unfold 8 { c''8 }
  \cadenzaOn
  cis8 c c c c
  \bar"|"
  c8 c c
  \cadenzaOff
  \repeat unfold 8 { c8 }
}

[image of music]

Questi comandi predefiniti hanno effetto su tutti i righi di una partitura, anche quando inseriti in un solo contesto Voice. Per modificare questo comportamento, si sposta Timing_translator dal contesto Score al contesto Staff. Si veda Notazione polimetrica.

Comandi predefiniti

\cadenzaOn, \cadenzaOff.

Vedi anche

Glossario musicale: cadenza.

Guida alla notazione: Visibilità degli oggetti, Notazione polimetrica, Travature manuali, Alterazioni.

Frammenti di codice: Rhythms.

Problemi noti e avvertimenti

Le interruzioni automatiche di linea e di pagina possono aver luogo solo dopo una stanghetta di battuta; quindi, per consentire delle interruzioni nei lunghi passaggi di musica in tempo libero è necessario inserire manualmente delle stanghette ‘invisibili’:

\bar ""

Notazione polimetrica

La notazione polimetrica è supportata esplicitamente o tramite la modifica manuale del simbolo d’indicazione di tempo (e la trasformazione della durata delle note).

Diverse indicazioni di tempo con misure di uguale lunghezza

Si sceglie una normale indicazione di tempo per ogni rigo e si imposta timeSignatureFraction sulla frazione desiderata. Quindi si usa la funzione \scaleDurations per scalare la durata delle note di ogni rigo in modo che rientrino nella comune indicazione di tempo.

L’esempio seguente presenta simultaneamente musica con indicazioni di tempo di 3/4, 9/8 e 10/8. Nel secondo rigo le durate appaiono come moltiplicate per 2/3 (perché 2/3 * 9/8 = 3/4), mentre nel terzo rigo le durate appaiono come moltiplicate per 3/5 (perché 3/5 * 10/8 = 3/4). È possibile che si debbano inserire a mano le travature, perché la scalatura delle durate influenzerà le regole della disposizione automatica delle travature.

\relative <<
  \new Staff {
    \time 3/4
    c'4 c c |
    c4 c c |
  }
  \new Staff {
    \time 3/4
    \set Staff.timeSignatureFraction = 9/8
    \scaleDurations 2/3
      \repeat unfold 6 { c8[ c c] }
  }
  \new Staff {
    \time 3/4
    \set Staff.timeSignatureFraction = 10/8
    \scaleDurations 3/5 {
      \repeat unfold 2 { c8[ c c] }
      \repeat unfold 2 { c8[ c] } |
      c4. c \tuplet 3/2 { c8[ c c] } c4
    }
  }
>>

[image of music]

Diverse indicazioni di tempo con misure di lunghezza differenti

Si può dare a ogni rigo la sua indicazione di tempo indipendente spostando Timing_translator e Default_bar_line_engraver nel contesto Staff.

\layout {
  \context {
    \Score
    \remove Timing_translator
  }
  \context {
    \Staff
    \consists Timing_translator
  }
}

% Ora ogni rigo ha la sua indicazione di tempo.

\relative <<
  \new Staff {
    \time 3/4
    c'4 c c |
    c4 c c |
  }
  \new Staff {
    \time 2/4
    c4 c |
    c4 c |
    c4 c |
  }
  \new Staff {
    \time 3/8
    c4. |
    c8 c c |
    c4. |
    c8 c c |
  }
>>

[image of music]

Indicazioni di tempo composto

Si creano con la funzione \compoundMeter. La sintassi è:

\compoundMeter #'(lista di liste)

La struttura più semplice è una singola lista, dove l’ultimo numero indica il numero inferiore dell’indicazione di tempo e i numeri precedenti indicano i numeri superiori del segno di tempo.

\relative {
  \compoundMeter #'((2 2 2 8))
  \repeat unfold 6 c'8 \repeat unfold 12 c16
}

[image of music]

Si possono costruire tempi più complessi tramite ulteriori liste. Le modalità di disposizione automatica delle travature varieranno a seconda di questi valori.

\relative {
  \compoundMeter #'((1 4) (3 8))
  \repeat unfold 5 c'8 \repeat unfold 10 c16
}

\relative {
  \compoundMeter #'((1 2 3 8) (3 4))
  \repeat unfold 12 c'8
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: polimetrico, indicazione di tempo polimetrico, tempo.

Guida alla notazione: Travature automatiche, Travature manuali, Indicazione di tempo, Scalare le durate.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: TimeSignature, Timing_translator, Staff.

Problemi noti e avvertimenti

Sebbene le note che si presentano nello stesso momento in ciascuno dei vari righi siano poste nello stesso punto orizzontale, le stanghette (in ciascun rigo) potrebbero causare una spaziatura difforme in ciascuna delle diverse indicazioni di tempo.

L’uso di un blocco midi con notazione polimetrica potrebbe causare avvertimenti indesiderati di controllo di battuta. In questo caso, spostare Timing_translator dal contesto Score al contesto Staff all’interno del blocco midi.

\midi {
  \context {
    \Score
    \remove Timing_translator
  }
  \context {
     \Staff
     \consists Timing_translator
  }
}

[image of music]


Divisione automatica delle note

Le note le cui durate eccedono il valore della battuta possono essere convertite automaticamente in note con legature di valore a cavallo delle stanghette sostituendo l’incisore Note_heads_engraver con Completion_heads_engraver. Analogalmente, le pause le cui durate eccedono il valore della battuta possono essere divise automaticamente sostituendo Rest_engraver con Completion_rest_engraver. Nell’esempio seguente, le note e le pause che eccedono la durata di battuta vengono divise e le note sono anche connesse con legature di valore a cavallo della stanghetta.

\new Voice \with {
  \remove Note_heads_engraver
  \consists Completion_heads_engraver
  \remove Rest_engraver
  \consists Completion_rest_engraver
}
\relative {
  c'2. c8 d4 e f g a b c8 c2 b4 a g16 f4 e d c8. c2 r1*2
}

[image of music]

Questi incisori dividono tutte le note e le pause in corrispondenza della stanghetta e inseriscono le legature di valore. Uno dei suoi usi possibili è la verifica di partiture complesse: se le misure non sono riempite interamente, le legature di valore mostrano esattamente di quanto è ecceduta ogni misura.

La proprietà completionUnit imposta la durata preferita per le note divise.

\new Voice \with {
  \remove Note_heads_engraver
  \consists Completion_heads_engraver
} \relative {
  \time 9/8 g\breve. d''4. \bar "||"
  \set completionUnit = #(ly:make-moment 3 8)
  g\breve. d4.
}

[image of music]

Questi incisori dividono le note che hanno una durata ridimensionata, come quelle dei gruppi irregolari, in note con lo stesso fattore di ridimensionamento della nota di input.

\new Voice \with {
  \remove Note_heads_engraver
  \consists Completion_heads_engraver
} \relative {
  \time 2/4 r4
  \tuplet 3/2 {g'4 a b}
  \scaleDurations 2/3 {g a b}
  g4*2/3 a b
  \tuplet 3/2 {g4 a b}
  r4
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: legatura di valore

Manuale di apprendimento: Gli incisori, Aggiungere e togliere gli incisori.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Note_heads_engraver, Completion_heads_engraver, Rest_engraver, Completion_rest_engraver, Forbid_line_break_engraver.

Problemi noti e avvertimenti

In accordo col comportamento precedente, note e pause la cui durata è più lunga di una misura, come c1*2, sono divise in note prive di fattore di ridimensionamento, { c1 c1 }. La proprietà completionFactor controlla questo comportamento e impostandola su #f fa sì che le note e le pause divise abbiano il fattore di ridimensionamento delle durate di input.


Mostrare i ritmi della melodia

È possibile mostrare soltanto il ritmo di una melodia usando il rigo ritmico. Tutte le altezze delle note su tale rigo sono appiattite e il rigo stesso ha una sola linea

<<
  \new RhythmicStaff {
    \new Voice = "myRhythm" \relative {
      \time 4/4
      c'4 e8 f g2
      r4 g g f
      g1
    }
  }
  \new Lyrics {
    \lyricsto "myRhythm" {
      This is my song
      I like to sing
    }
  }
>>

[image of music]

I diagrammi degli accordi per chitarra di solito mostrano i ritmi di accompagnamento. Si possono visualizzare usando l’incisore Pitch_squash_engraver e il comando \improvisationOn.

<<
  \new ChordNames {
    \chordmode {
      c1 f g c
    }
  }
  \new Voice \with {
    \consists Pitch_squash_engraver
  } \relative c'' {
    \improvisationOn
    c4 c8 c c4 c8 c
    f4 f8 f f4 f8 f
    g4 g8 g g4 g8 g
    c4 c8 c c4 c8 c
  }
>>

[image of music]

La musica contenente accordi può essere usata anche come input per RhythmicStaff e per essere usata con l’incisore Pitch_squash_engraver se gli accordi vengono prima ridotti a note singole con la funzione musicale \reduceChords:

\new RhythmicStaff {
  \time 4/4
  \reduceChords {
    <c>2
    <e>2
    <c e g>2
    <c e g>4
    <c e g>4
  }
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\improvisationOn, \improvisationOff, \reduceChords.

Frammenti di codice selezionati

Ritmi di accompagnamento per chitarra

Per la musica per chitarra, è possibile mostrare i ritmi di accompagnamento, insieme alle note della melodia e ai nomi e ai diagrammi degli accordi.

\include "predefined-guitar-fretboards.ly"
<<
  \new ChordNames {
    \chordmode {
      c1 | f | g | c
    }
  }
  \new FretBoards {
    \chordmode {
      c1 | f | g | c
    }
  }
  \new Voice \with {
    \consists "Pitch_squash_engraver"
  } {
    \relative c'' {
      \improvisationOn
      c4 c8 c c4 c8 c
      f4 f8 f f4 f8 f
      g4 g8 g g4 g8 g
      c4 c8 c c4 c8 c
    }
  }
  \new Voice = "melody" {
    \relative c'' {
      c2 e4 e4
      f2. r4
      g2. a4
      e4 c2.
    }
  }
  \new Lyrics {
    \lyricsto "melody" {
      This is my song.
      I like to sing.
    }
  }
>>

[image of music]

Vedi anche

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: RhythmicStaff, Pitch_squash_engraver.


1.2.4 Travature


Travature automatiche

Le travature sono inserite automaticamente:

\relative c'' {
  \time 2/4 c8 c c c
  \time 6/8 c8 c c c8. c16 c8
}

[image of music]

Se queste impostazioni automatiche non sono soddisfacenti, si può definire esplicitamente la disposizione delle travature, come è spiegato in Travature manuali. Le travature devono essere inserite manualmente se devono estendersi oltre le pause.

La disposizione automatica delle travature, se non necessaria, può essere disabilitata con \autoBeamOff e riabilitata con \autoBeamOn:

\relative c' {
  c4 c8 c8. c16 c8. c16 c8
  \autoBeamOff
  c4 c8 c8. c16 c8.
  \autoBeamOn
  c16 c8
}

[image of music]

Nota: Se si usano le travature per indicare i melismi nelle parti vocali, occorre disabilitare la disposizione automatica delle travature con \autoBeamOff e le travature devono essere indicate manualmente. L’uso di partCombine insieme a autoBeamOff può produrre risultati imprevisti. Si vedano i frammenti di codice per avere maggiori informazioni.

Si possono creare dei modelli di disposizione delle travature diversi da quelli automatici predefiniti, come è spiegato in Impostare il comportamento delle travature automatiche.

Comandi predefiniti

\autoBeamOff, \autoBeamOn.

Frammenti di codice selezionati

Travature che attraversano le interruzioni di linea

Le interruzioni di linea sono di norma proibite quando le travature attraversano la stanghetta di una battuta. Si può cambiare questo comportamento nel modo seguente:

\relative c'' {
  \override Beam.breakable = ##t
  c8 c[ c] c[ c] c[ c] c[ \break
  c8] c[ c] c[ c] c[ c] c
}

[image of music]

Modificare la distanza delle travature angolari

Le travature angolari vengono inserite automaticamente quando viene rilevata un’ampia distanza tra le teste di nota. Questo comportamento può essere regolato attraverso la proprietà auto-knee-gap. Viene disegnata una travatura angolare se la distanza è più grande del valore di auto-knee-gap più la larghezza della travatura (che dipende dalla durata delle note e dall’inclinazione della travatura). Il valore predefinito di auto-knee-gap è 5.5 spazi rigo.

{
  f8 f''8 f8 f''8
  \override Beam.auto-knee-gap = #6
  f8 f''8 f8 f''8
}

[image of music]

PartCombine e autoBeamOff

La funzione \autoBeamOff, se usata insieme a \partCombine, può essere difficile da comprendere.

È preferibile usare invece

\set Staff.autoBeaming = ##f

per assicurarsi che la disposizione delle travature sia disabilitata per tutto il rigo.

\partCombine funziona con 3 voci – gambo in su singolo, gambo in giù singolo, gambo in su unito.

L’uso di \autoBeamOff all’interno del primo argomento di partCombine ha effetto sulla voce che è attiva al momento in cui la funzione viene elaborata, ovvero sul gambo in su singolo o sul gambo in giù unito. L’uso di \autoBeamOff nel secondo argomento avrà effetto sulla voce che ha il gambo in giù singolo.

Per poter usare \autoBeamOff per impedire tutte le disposizioni automatiche delle travature, se usato con \partCombine, è necessario richiamare tre volte la funzione \autoBeamOff.

{
  %\set Staff.autoBeaming = ##f % turns off all autobeaming
  \partCombine
  {
    \autoBeamOff % applies to split up stems
    \repeat unfold 4 a'16
    %\autoBeamOff % applies to combined up stems
    \repeat unfold 4 a'8
    \repeat unfold 4 a'16
  }
  {
    \autoBeamOff % applies to down stems
    \repeat unfold 4 f'8
    \repeat unfold 8 f'16 |
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Travature manuali, Impostare il comportamento delle travature automatiche.

File installati: ‘scm/auto-beam.scm’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Auto_beam_engraver, Beam_engraver, Beam, BeamEvent, BeamForbidEvent, beam-interface, unbreakable-spanner-interface.

Problemi noti e avvertimenti

Le proprietà di una travatura sono determinate all’inizio della sua costruzione e qualsiasi ulteriore modifica alle sue proprietà che venga fatta prima che la travatura sia stata completata non avrà effetto finché non inizia la successiva, nuova travatura.


Impostare il comportamento delle travature automatiche

Quando la disposizione automatica delle travature è abilitata, la disposizione delle travature è determinata da tre proprietà di contesto: baseMoment, beatStructure e beamExceptions. I valori predefiniti di queste variabili possono essere sovrascritti, come vedremo tra breve, oppure si possono anche cambiare i valori predefiniti stessi, come è spiegato in Indicazione di tempo.

Se è definita una regola beamExceptions per l’indicazione di tempo corrente, tale regola soltanto determina la disposizione delle travature; i valori di baseMoment e beatStructure vengono ignorati. Se non è definita alcuna regola beamExceptions per l’indicazione di tempo corrente, la disposizione delle travature è determinata dai valori di baseMoment e beatStructure.

Disposizione delle travature basata su baseMoment e beatStructure

Dato che le indicazioni di tempo più comuni hanno delle regole beamExceptions già definite, occorre disabilitarle se la disposizione automatica deve basarsi su baseMoment e beatStructure. Le regole beamExceptions si disabilitano con questo comando

\set Timing.beamExceptions = #'()

Quando beamExceptions è impostato su #'(), o per impostazione esplicita o perché non sono state definite internamente le beamExceptions per l’indicazione di tempo corrente, le estremità delle travature si trovano sulle suddivisioni come specificato dalle proprietà di contesto baseMoment e beatStructure. beatStructure è una lista Scheme che definisce la lunghezza di ogni suddivisione in rapporto alla misura in unità di baseMoment. Per impostazione predefinita, baseMoment è uno fratto il denominatore dell’indicazione di tempo e ogni unità di baseMoment corrisponde a una singola suddivisione.

Per ogni indicazione di tempo esistono valori separati per beatStructure e baseMoment. Le modifiche di queste variabili hanno effetto solo sulle indicazioni di tempo attive, dunque tali modifiche devono essere poste dopo il comando \time che inizia una nuova indicazione di tempo, non prima. I nuovi valori assegnati a una certa indicazione di tempo sono mantenuti e reintrodotti ogni volta che quell’indicazione di tempo viene ristabilita.

\relative c''{
  \time 5/16
  c16^"predefinito" c c c c |
  % È improbabile che per un tempo di 5/16 sia stata definita beamExceptions,
  % ma disabilitiamola lo stesso per sicurezza
  \set Timing.beamExceptions = #'()
  \set Timing.beatStructure = 2,3
  c16^"(2+3)" c c c c |
  \set Timing.beatStructure = 3,2
  c16^"(3+2)" c c c c |
}

[image of music]

\relative {
  \time 4/4
  a'8^"predefinito" a a a a a a a
  % Disabilita beamExceptions perché è senz'altro definita
  % per il tempo 4/4
  \set Timing.beamExceptions = #'()
  \set Timing.baseMoment = #(ly:make-moment 1/4)
  \set Timing.beatStructure = 1,1,1,1
  a8^"cambiato" a a a a a a a
}

[image of music]

Le modifiche alle impostazioni delle travature possono essere limitate a contesti specifici. Se non si specifica alcuna impostazione in un contesto di livello più basso, verrà applicata l’impostazione del contesto che lo contiene.

\new Staff {
  \time 7/8
  % Nessun bisogno di disabilitare beamExceptions perché non è definita per il tempo 7/8

  \set Staff.beatStructure = 2,3,2
  <<
    \new Voice = one {
      \relative {
        a'8 a a a a a a
      }
    }
    \new Voice = two {
      \relative {
        \voiceTwo
        \set Voice.beatStructure = 1,3,3
        f'8 f f f f f f
      }
    }
  >>
}

[image of music]

Quando si usano più voci, occorre specificare il contesto Staff se si vuole applicare la disposizione delle travature a tutte le voci del rigo:

\time 7/8
% ritmo 3-1-1-2
% Se non si specifica il contesto, la modifica viene applicata a Voice e quindi non funziona correttamente
% Dato che le voci sono autogenerate, tutto il ritmo avrà come baseMoment (1 . 8)
\set beatStructure = 3,1,1,2
<< \relative {a'8 a a a16 a a a a8 a} \\ \relative {f'4. f8 f f f} >>

% Funziona correttamente se si specifica il contesto Staff
\set Staff.beatStructure = 3,1,1,2
<< \relative {a'8 a a a16 a a a a8 a} \\ \relative {f'4. f8 f f f} >>

[image of music]

Il valore di baseMoment può essere regolato in modo da cambiare il comportamento delle travature, se si vuole. In questo caso occorre cambiare anche il valore di beatStructure così che sia compatibile col nuovo valore di baseMoment.

\time 5/8
% Nessun bisogno di disabilitare beamExceptions perché non è definita per il tempo 5/8
\set Timing.baseMoment = #(ly:make-moment 1/16)
\set Timing.beatStructure = 7,3
\repeat unfold 10 { a16 }

[image of music]

baseMoment è un momento, ovvero un’unità della durata musicale. Una quantità di tipo moment viene creata dalla funzione Scheme ly:make-moment. Per maggiori informazioni su questa funzione, si veda Gestione del tempo.

Per impostazione predefinita, baseMoment ha un valore di uno fratto il denominatore dell’indicazione di tempo. Le eccezioni a questa regola si trovano in ‘scm/time-signature-settings.scm’.

Disposizione delle travature con beamExceptions

Le regole speciali di disposizione automatica delle travature (diverse da quelle che determinano la corrispondenza della travatura alla suddivisione) sono definite nella proprietà beamExceptions.

Il valore di beamExceptions, una struttura dati Scheme piuttosto complessa, è più facile da generare con la funzione \beamExceptions. A tale funzione viene passato uno o più schemi ritmici della misura, specificati con travature manuali. Le misure devono essere separate da un controllo di battuta | dato che la funzione non ha altro modo per determinare la lunghezza della misura. Ecco un semplice esempio:

\relative c'' {
  \time 3/16
  \set Timing.beatStructure = 2,1
  \set Timing.beamExceptions =
    \beamExceptions { 32[ 32] 32[ 32] 32[ 32] }
  c16 c c |
  \repeat unfold 6 { c32 } |
}

[image of music]

Nota: Il valore di beamExceptions deve essere una lista completa di eccezioni, ovvero bisogna includere tutte le eccezioni che si vogliono applicare. Non è possibile aggiungere, rimuovere o modificare soltanto una eccezione. Anche se questo può sembrare scomodo, significa anche che non c’è bisogno di conoscere le attuali impostazioni delle travature per poter specificare un nuovo modello di disposizione delle travature.

Quando cambia l’indicazione di tempo, vengono impostati i valori predefiniti di Timing.baseMoment, Timing.beatStructure e Timing.beamExceptions. L’impostazione dell’indicazione di tempo ripristina le impostazioni automatiche delle travature del contesto Timing ai valori predefiniti.

\relative a' {
  \time 6/8
  \repeat unfold 6 { a8 }
  % raggruppamento (4 + 2)
  \set Timing.beatStructure = 4,2
  \repeat unfold 6 { a8 }
  % ritorno al comportamento predefinito
  \time 6/8
  \repeat unfold 6 { a8 }
}

[image of music]

Le impostazioni predefinite della disposizione automatica delle travature per ogni tempo sono definite in ‘scm/time-signature-settings.scm’. La loro modifica è descritta in Indicazione di tempo.

Molte impostazioni di travature automatiche per le indicazioni di tempo hanno un elemento beamExceptions. Ad esempio, il tempo 4/4 cerca di creare due travature nella misura se ci sono solo note di un ottavo. La regola beamExceptions può sovrascrivere l’impostazione di beatStructure se beamExceptions non viene annullato.

\time 4/4
\set Timing.baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
\set Timing.beatStructure = 3,3,2
% Le travature non saranno raggruppate in (3 3 2) a causa di beamExceptions
\repeat unfold 8 {c8} |
% Il raggruppamento delle travature è (3 3 2) perché abbiamo tolto le impostazioni predefinite di beamExceptions
\set Timing.beamExceptions = #'()
\repeat unfold 8 {c8}

[image of music]

Analogalmente, le note di un ottavo in un tempo 3/4 sono raggruppate in un’unica travatura. Per raggrupparle secondo le suddivisioni, azzera beamExceptions.

\time 3/4
% il comportamento predefinito è un gruppo di (6) a causa di beamExceptions
\repeat unfold 6 {a8} |
% Le travature saranno raggruppate in (1 1 1) a causa dei valori predefiniti di baseMoment e beatStructure
\set Timing.beamExceptions = #'()
\repeat unfold 6 {a8}

[image of music]

Spesso, nelle partiture di età classica e romantica, le travature iniziano a metà della misura in un tempo 3/4; ma la pratica moderna preferisce evitare l’impressione ingannevole di un tempo 6/8 (vedi Gould, p. 153). Situazioni simili si incontrano anche per il tempo 3/8. Questo comportamento è controllato dalla proprietà di contesto beamHalfMeasure, che ha effetto soltanto sulle indicazioni di tempo che hanno 3 come numeratore:

\relative a' {
  \time 3/4
  r4. a8 a a |
  \set Timing.beamHalfMeasure = ##f
  r4. a8 a a |
}

[image of music]

Come funziona la disposizione automatica delle travature

Quando la disposizione automatica delle travature è abilitata, la disposizione delle travature è determinata dalle proprietà di contesto baseMoment, beatStructure e beamExceptions.

Nel determinare l’aspetto delle travature vengono applicate le seguenti regole, in ordine di priorità:

Nelle regole precedenti, il tipo di travatura è la durata della nota più corta nel gruppo della travatura.

Le regole predefinite per le travature si trovano in ‘scm/time-signature-settings.scm’.

Frammenti di codice selezionati

Suddividere le travature

Le travature di note consecutive di un sedicesimo (o più brevi) non vengono suddivise, ovvero i tre (o più) tratti della travatura si estendono, senza spezzarsi, sugli interi gruppi di note. Questo comportamento può essere modificato in modo da suddividere le travature in sottogruppi attraverso la proprietà subdivideBeams. Se impostata, le travature che comprendono più sottogruppi verranno suddivise a intervalli definiti dal valore attuale di baseMoment, riducendo le travature multiple al numero di travature che indica il valore metrico della suddivisione. Se il gruppo successivo alla suddivisione è più breve del valore metrico corrente (di solito perché la travatura è incompleta), il numero di travature riflette il gruppo di suddivisione più lungo possibile. Tuttavia, se rimane una sola nota dopo la divisione, questa restrizione non viene applicata. Si noti che baseMoment, se non impostata esplicitamente, equivale a uno fratto il denominatore dell’attuale indicazione di tempo. Deve quindi essere impostata su una frazione che stabilisca la durata del sottogruppo di travature; lo si può fare usando la funzione ly:make-moment, come è mostrato in questo frammento di codice. Inoltre quando baseMoment cambia, anche beatStructure deve essere modificato per accordarsi con baseMoment:

\relative c'' {
  c32[ c c c c c c c]
  \set subdivideBeams = ##t
  c32[ c c c c c c c]

  % Set beam sub-group length to an eighth note
  \set baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
  \set beatStructure = 2,2,2,2
  c32[ c c c c c c c]

  % Set beam sub-group length to a sixteenth note
  \set baseMoment = #(ly:make-moment 1/16)
  \set beatStructure = 4,4,4,4
  c32[ c c c c c c c]

  % Shorten beam by 1/32
  \set baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
  \set beatStructure = 2,2,2,2
  c32[ c c c c c c] r32

  % Shorten beam by 3/32
  \set baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
  \set beatStructure = 2,2,2,2
  c32[ c c c c] r16.
  r2
}

[image of music]

Travatura che segue strettamente il battito

Si possono impostare i tratti di suddivisione della travatura in modo che siano rivolti verso la relativa pulsazione. La prima travatura fa sì che non spuntino i tratti di suddivisione (comportamento predefinito); la seconda travatura è orientata verso la pulsazione.

\relative c'' {
  \time 6/8
  a8. a16 a a
  \set strictBeatBeaming = ##t
  a8. a16 a a
}

[image of music]

Segni per la conduzione, segni di raggruppamento della misura

Il raggruppamento delle pulsazioni all’interno della misura è regolato dalla proprietà di contesto beatStructure. I valori di beatStructure per varie indicazioni di tempo vengono stabiliti in scm/time-signature-settings.scm. Questi valori possono essere impostati o modificati con \set. Altrimenti, si può usare \time per impostare sia l’indicazione di tempo che la struttura delle pulsazioni. Per farlo si specifica il raggruppamento interno delle pulsazioni in una misura in una lista di numeri (nella sintassi di Scheme) prima dell’indicazione di tempo.

\time agisce nel contesto Timing, dunque non reimposterà i i valori di beatStructure e baseMoment che sono impostati in altri contesti di più basso livello, come Voice.

Se si include l’incisore Measure_grouping_engraver in uno dei contesti che regolano l’aspetto, appariranno i segni di raggruppamento della misura. Tali segni facilitano la lettura di musica moderna ritmicamente complessa. Nell’esempio la misura di 9/8 è raggruppata in due diversi schemi usando due metodi differenti, mentre la misura di 5/8 è raggruppata in base alle impostazioni predefinite in scm/time-signature-settings.scm:

\score {
  \new Voice \relative c'' {
    \time 9/8
    g8 g d d g g a( bes g) |
    \set Timing.beatStructure = 2,2,2,3
    g8 g d d g g a( bes g) |
    \time 4,5 9/8
    g8 g d d g g a( bes g) |
    \time 5/8
    a4. g4 |
  }
  \layout {
    \context {
      \Staff
      \consists "Measure_grouping_engraver"
    }
  }
}

[image of music]

Estremità delle travature nel contesto Score

Le regole relative alle estremità delle travature definite nel contesto Score si applicano a tutti i righi, ma possono essere modificate anche ai livelli Staff e Voice:

\relative c'' {
  \time 5/4
  % Set default beaming for all staves
  \set Score.baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
  \set Score.beatStructure = 3,4,3
  <<
    \new Staff {
      c8 c c c c c c c c c
    }
    \new Staff {
      % Modify beaming for just this staff
      \set Staff.beatStructure = 6,4
      c8 c c c c c c c c c
    }
    \new Staff {
      % Inherit beaming from Score context
      <<
        {
          \voiceOne
          c8 c c c c c c c c c
        }
        % Modify beaming for this voice only
        \new Voice {
          \voiceTwo
          \set Voice.beatStructure = 6,4
          a8 a a a a a a a a a
        }
      >>
    }
  >>
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Indicazione di tempo.

File installati: ‘scm/time-signature-settings.scm’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Auto_beam_engraver, Beam, BeamForbidEvent, beam-interface.

Problemi noti e avvertimenti

Se una partitura finisce prima del termine di una travatura automatica, cui mancano ancora delle note, quest’ultima travatura non apparirà. Lo stesso vale per le voci polifoniche, inserite con << … \\ … >>. Una voce polifonica non apparirà se termina quando una travatura automatica è ancora in attesa di note. Per aggirare questi problemi occorre impostare manualmente l’ultima travatura della voce o della partitura.

Timing è un alias del contesto Score. Questo significa che la modifica della disposizione delle travature in un rigo avrà effetto anche sugli altri righi. Quindi un’impostazione di tempo in un rigo successivo reimposterà la disposizione personalizzata delle travature definita in un rigo precedente. Per evitare questo problema si può impostare l’indicazione di tempo su un solo rigo.

<<
  \new Staff {
    \time 3/4
    \set Timing.baseMoment = #(ly:make-moment 1/8)
    \set Timing.beatStructure = 1,5
    \set Timing.beamExceptions = #'()
    \repeat unfold 6 { a'8 }
  }
  \new Staff {
    \repeat unfold 6 { a'8 }
  }
>>

[image of music]

Si possono cambiare anche le impostazioni predefinite delle travature, in modo che sia usata sempre la disposizione delle travature desiderata. Le modifiche nelle impostazioni della travatura automatica per le indicazioni di tempo sono descritte in Indicazione di tempo.

<<
  \new Staff {
    \overrideTimeSignatureSettings
      3/4               % timeSignatureFraction
      1/8               % baseMomentFraction
      1,5               % beatStructure
      #'()		% beamExceptions
    \time 3/4
    \repeat unfold 6 { a'8 }
  }
  \new Staff {
    \time 3/4
    \repeat unfold 6 { a'8 }
  }
>>

[image of music]


Travature manuali

In alcuni casi potrebbe essere necessario scavalcare l’algoritmo di disposizione automatica delle travature. Ad esempio, questo algoritmo non inserirà delle travature tra le pause o tra le stanghette; e nelle partiture corali la disposizione delle travature è spesso determinato dall’articolazione del testo piuttosto che da quella musicale. Tali travature possono essere specificate manualmente indicandone l’inizio e la fine con [ e ].

\relative { r4 r8[ g' a r] r g[ | a] r }

[image of music]

La direzione delle travature può essere impostata manualmente attraverso gli indicatori di direzione:

\relative { c''8^[ d e] c,_[ d e f g] }

[image of music]

Le note individuali possono essere contrassegnate con \noBeam per impedire che vengano inserite in una travatura:

\relative {
  \time 2/4
  c''8 c\noBeam c c
}

[image of music]

Le travature degli abbellimenti e quelle delle note normali possono coesistere simultaneamente. Gli abbellimenti privi di travatura non vengono inseriti nella travatura delle note normali.

\relative {
  c''4 d8[
  \grace { e32 d c d }
  e8] e[ e
  \grace { f16 }
  e8 e]
}

[image of music]

Si può ottenere un controllo manuale delle travature ancora più preciso agendo sulle proprietà stemLeftBeamCount e stemRightBeamCount, che specificano il numero di travature da creare a sinistra e a destra della nota successiva. Se una di queste proprietà viene impostata, il suo valore verrà usato una volta sola, e la proprietà sarà poi cancellata. In questo esempio, l’ultima nota f ha una sola travatura a sinistra: la travatura corrispondente alla sottodivisione di un ottavo all’interno dell’intero raggruppamento.

\relative a' {
  a8[ r16 f g a]
  a8[ r16
  \set stemLeftBeamCount = #2
  \set stemRightBeamCount = #1
  f16
  \set stemLeftBeamCount = #1
  g16 a]
}

[image of music]

Comandi predefiniti

\noBeam.

Frammenti di codice selezionati

Code e punte delle travature

È possibile ottenere delle codette su note isolate e dei tratti di suddivisione all’estremità della travatura con una combinazione di stemLeftBeamCount, stemRightBeamCount e una coppia di indicatori della travatura [].

Per ottenere delle codette rivolte a destra, si usa la coppia di indicatori [] e si imposta stemLeftBeamCount a zero (vedi Example 1).

Per ottenere delle codette rivolte a sinistra, si imposta invece stemRightBeamCount (Example 2).

Perché i tratti di suddivisione alla fine di un gruppo di note unite da travatura siano rivolti a destra, si imposta stemRightBeamCount su un valore positivo. Perché i tratti di suddivisione all’inizio di un gruppo di note unite da travatura siano rivolti a sinistra, si imposta invece stemLeftBeamCount (Example 3).

Talvolta, ad esempio per una nota isolata circondata da pause, ha senso avere una coda che punti sia a destra che a sinistra. Lo si può fare con una coppia di indicatori di travatura [] da soli (Example 4).

(Nota che \set stemLeftBeamCount è sempre equivalente a \once \set. In altre parole, le impostazioni che definiscono il conteggio delle travature non “permangono”, quindi la coppia di code attaccate al 16[] solitario nell’ultimo esempio non hanno nulla a che fare con l’impostazione \set di due note prima.)

\score {
  <<
    % Example 1
    \new RhythmicStaff {
      \set stemLeftBeamCount = #0
      c16[]
      r8.
    }
    % Example 2
    \new RhythmicStaff {
      r8.
      \set stemRightBeamCount = #0
      16[]
    }
    % Example 3
    \new RhythmicStaff {
      16 16
      \set stemRightBeamCount = #2
      16 r r
      \set stemLeftBeamCount = #2
      16 16 16
    }
    % Example 4
    \new RhythmicStaff {
      16 16
      \set stemRightBeamCount = #2
      16 r16
      16[]
      r16
      \set stemLeftBeamCount = #2
      16 16
    }
  >>
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Direzione e posizionamento, Abbellimenti.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Beam, BeamEvent, Beam_engraver, beam-interface, Stem_engraver.


Travature a raggiera

Le travature a raggiera servono a indicare che un gruppo di note determinato deve essere eseguito a un tempo progressivamente accelerato (o rallentato), senza cambiare l’andamento complessivo del brano. L’estensione della travatura a raggiera deve essere indicato a mano con [ e ], e la convergenza o divergenza delle travature si determina specificando la la direzione della proprietà Beam di grow-direction.

Perché il ritardando o l’accelerando indicati dalla travatura a raggiera trovino riscontro nella disposizione delle note e nell’esecuzione del file MIDI, le note devono essere raggruppate in un’espressione musicale delimitata da parentesi graffe e preceduta dal comando featherDurations, che specifica il rapporto tra le durate delle prime e delle ultime note del gruppo.

Le parentesi quadre indicano l’estensione della travatura, mentre quelle graffe indicano quali note devono avere una durata modificata. Di norma queste parentesi delimitano lo stesso gruppo di note, ma questo non è tassativo: i due comandi sono indipendenti.

Nell’esempio seguente le otto note da un sedicesimo occupano esattamente lo stesso tempo di una nota di due quarti, ma la prima nota dura la metà dell’ultima e le note intermedie si allungano gradualmente. Le prime quattro note da un trentaduesimo sono progressivamente più veloci, mentre le ultime quattro presentano lo stesso tempo.

\relative c' {
  \override Beam.grow-direction = #LEFT
  \featherDurations 2/1
  { c16[ c c c c c c c] }
  \override Beam.grow-direction = #RIGHT
  \featherDurations 2/3
  { c32[ d e f] }
  % ripristina le travature normali
  \override Beam.grow-direction = #'()
  { g32[ a b c] }
}

[image of music]

La spaziatura rappresenta la durata effettiva delle note solo in modo approssimato, mentre il tempo nel file MIDI è esatto.

Comandi predefiniti

\featherDurations.

Vedi anche

Frammenti di codice: Rhythms.

Problemi noti e avvertimenti

Il comando \featherDurations funziona solamente con frammenti di musica molto brevi e quando i numeri della frazione sono piccoli.


1.2.5 Battute


Stanghette

Le stanghette delimitano le misure e sono usate anche per indicare i ritornelli. Di norma, le stanghette semplici sono inserite automaticamente in base all’indicazione di tempo.

Si possono inserire altri tipi di stanghette col comando \bar. Ad esempio, di solito si usa una stanghetta finale al termine di un brano:

\relative { e'4 d c2 \bar "|." }

[image of music]

Se l’ultima nota di una misura non termina entro la stanghetta inserita automaticamente, non viene segnalato un errore: si presuppone che la nota continui nella misura successiva. Ma se ci sono tante misure simili in sequenza, la musica potrebbe apparire compressa oppure scorrere fuori dalla pagina. Questo accade perché le interruzioni di linea automatiche si verificano solo al termine di misure complete, ovvero quando tutte le note terminano prima dell’inizio di una misura.

Nota: Una durata errata può impedire un’interruzione di linea, causando una linea di musica altamente compressa oppure a musica che prosegue fuori dalla pagina.

Le interruzioni di linea sono permesse anche in caso si stanghette inserite a mano anche all’interno di misure incomplete. Per permettere un’interruzione di linea senza che appaia una stanghetta si usa:

\bar ""

Questo comando inserirà una stanghetta invisibile e consentirà (senza però forzarla) un’interruzione di linea in questo punto. Il conteggio dei numeri di battuta non incrementa. Per forzare un’interruzione di linea si veda Interruzioni di linea.

Si possono inserire questa e altre stanghette speciali in qualsiasi punto. Quando coincidono con la fine di una misura, sostituiscono la stanghetta semplice che sarebbe stata posta automaticamente. Quando non coincidono con la fine di una misura, la stanghetta specificata viene inserita in quel punto.

Si noti che le stanghette manuali hanno una funzione puramente visiva. Non hanno alcun effetto sulle proprietà di una normale stanghetta, come i numeri della misura, le alterazioni, le interruzioni di linea, etc. Non influiscono nemmeno sul conteggio e sulla posizione delle stanghette automatiche successive. Quando una stanghetta manuale è posta nel punto in cui si trova già una normale stanghetta, le caratteristiche della stanghetta originale non sono alterate.

Sono disponibili per l’inserimento manuale due tipi di stanghette semplici e cinque tipi di stanghette doppie:

\relative {
  f'1 \bar "|"
  f1 \bar "."
  g1 \bar "||"
  a1 \bar ".|"
  b1 \bar ".."
  c1 \bar "|.|"
  d1 \bar "|."
  e1
}

[image of music]

oltre alle stanghette puntate e tratteggiate:

\relative {
  f'1 \bar ";"
  g1 \bar "!"
  a1
}

[image of music]

e a nove tipi di stanghette per le ripetizioni:

\relative {
  f'1 \bar ".|:"
  g1 \bar ":..:"
  a1 \bar ":|.|:"
  b1 \bar ":|.:"
  c1 \bar ":.|.:"
  d1 \bar "[|:"
  e1 \bar ":|][|:"
  f1 \bar ":|]"
  g1 \bar ":|."
  a1
}

[image of music]

Inoltre, una stanghetta può apparire come un semplice segno di spunta:

f'1 \bar "'" g'1

[image of music]

Tuttavia,dato che questi segni di spunta sono tipicamente usati nella notazione gregoriana, è preferibile usare \divisioMinima, come è descritto nella sezione Divisiones della parte dedicata al canto gregoriano.

LilyPond supporta la notazione gregoriana russa e fornisce una stanghetta speciale per questo tipo di notazione:

f'1 \bar "k"

[image of music]

I dettagli di questo tipo di notazione sono spiegati in Scrivere in notazione quadrata di Kiev.

Per i segni di tipo segno interni al rigo, ci sono tre tipi di stanghette che differiscono nel comportamento quando incontrano un’interruzione di linea:

\fixed c' {
  c4 4 4 4
  \bar "S"
  d4 4 4 4 \break
  \bar "S"
  e4 4 4 4
  \bar "S-|"
  f4 4 4 4 \break
  \bar "S-|"
  g4 4 4 4
  \bar "S-||"
  a4 4 4 4 \break
  \bar "S-||"
  b4 4 4 4
  \bar "S-S"
  c'4 4 4 4 \break
  \bar "S-S"
  d'1
}

[image of music]

Sebbene LilyPond preveda l’inserimento manuale delle stanghette che indicano i ritornelli, ciò non consente il riconoscimento della musica come una sezione da ripetere. Tali sezioni devono essere inserite con i vari comandi di ripetizione (vedi Ripetizioni), che creano automaticamente le stanghette appropriate.

Inoltre si può specificare ".|:-||", che è equivalente a ".|:" tranne in presenza di un’interruzione di linea, dove crea una doppia stanghetta alla fine della linea e una stanghetta di inizio ripetizione all’inizio della linea successiva.

\fixed c' {
  c4 4 4 4
  \bar ".|:"
  d4 4 4 4 \break
  \bar ".|:"
  e4 4 4 4
  \bar ".|:-|"
  f4 4 4 4 \break
  \bar ".|:-|"
  g4 4 4 4
  \bar ".|:-||"
  a4 4 4 4 \break
  \bar ".|:-||"
  b4 4 4 4
  \bar ".|:-|."
  c'4 4 4 4 \break
  \bar ".|:-|."
  d'4 4 4 4
}

[image of music]

Esistono sei diverse combinazioni di ripetizioni e indicazioni di segno:

\fixed c' {
  g,4 4 4 4
  \bar ":|.S"
  a,4 4 4 4 \break
  \bar ":|.S"
  b,4 4 4 4
  \bar ":|.S-S"
  c4 4 4 4 \break
  \bar ":|.S-S"
  d4 4 4 4
  \bar "S.|:-S"
  e4 4 4 4 \break
  \bar "S.|:-S"
  f4 4 4 4
  \bar "S.|:"
  g4 4 4 4 \break
  \bar "S.|:"
  a4 4 4 4
  \bar "S.|:-|"
  b4 4 4 4 \break
  \bar "S.|:-|"
  c'4 4 4 4
  \bar "S.|:-||"
  d'4 4 4 4 \break
  \bar "S.|:-||"
  e'4 4 4 4
  \bar ":|.S.|:"
  f'4 4 4 4 \break
  \bar ":|.S.|:"
  g'4 4 4 4
  \bar ":|.S.|:-S"
  a'4 4 4 4 \break
  \bar ":|.S.|:-S"
  b'1
}

[image of music]

Esiste inoltre un comando \inStaffSegno che crea una stanghetta con segno in congiunzione con un’appropriata stanghetta di ripetizione se usata con un comando \repeat volta, vedi Ripetizioni normali..

Si possono definire nuovi tipi di stanghette con \defineBarLine:

\defineBarLine tipo-stanghetta #'(fine inizio span)

Le variabili di \defineBarLine possono includere la stringa ‘vuota’ "",che è equivalente a una stanghetta invisibile. Oppure possono essere impostate su #f, che fa sì che non appaia alcuna stanghetta.

Dopo averla definita, si può richiamare la nuova stanghetta col comando \bar tipo-stanghetta.

Attualmente sono disponibile dieci tipi di stanghetta:

\defineBarLine ":" #'("" ":" "")
\defineBarLine "=" #'("=" "" "")
\defineBarLine "[" #'("" "[" "")
\defineBarLine "]" #'("]" "" "")

\new Staff {
  s1 \bar "|"
  s1 \bar "."
  s1 \bar "!"
  s1 \bar ";"
  s1 \bar ":"
  s1 \bar "k"
  s1 \bar "S"
  s1 \bar "="
  s1 \bar "["
  s1 \bar "]"
  s1 \bar ""
}

[image of music]

La stanghetta "=" crea una stanghetta doppia da combinare con il il segno. Non va usata per creare una stanghetta doppia indipendente; in questo caso è preferibile usare \bar "||".

Il segno "-" introduce le annotazioni alle stanghette che servono a distinguere quelle che hanno aspetto identico ma un diverso comportamento in corrispondenza delle interruzioni di linea e/o un diverso modo di connettere le stanghette tra i righi. La parte che segue il segno "-" non viene usato per costruire la stanghetta.

\defineBarLine "||-dashedSpan" #'("||" "" "!!")

\new StaffGroup <<
  \new Staff \relative c'' {
    c1 \bar "||"
    c1 \bar "||-dashedSpan"
    c1
  }
  \new Staff \relative c'' {
    c1
    c1
    c1
  }
>>

[image of music]

Inoltre, lo spazio " " fa da spaziatore e fa sì che le stanghette tra i righi siano allineate correttamente alle stanghette principali:

\defineBarLine ":|.-sbagliata" #'(":|." "" "|.")
\defineBarLine ":|.-giusta" #'(":|." "" " |.")

\new StaffGroup <<
  \new Staff {
    c1 \bar ":|.-sbagliata"
    c1 \bar ":|.-giusta"
    c1
  }
  \new Staff {
    c1
    c1
    c1
  }
>>

[image of music]

Se servono ulteriori elementi, LilyPond fornisce un modo semplice per definirli. Maggiori informazioni sulla modifica e l’aggiunta delle stanghette sono presenti nel file ‘scm/bar-line.scm’.

Nelle partiture con molti righi, un comando \bar inserito in un rigo viene applicato automaticamente a tutti i righi. Le stanghette risultanti sono connesse tra i diversi righi di un StaffGroup, PianoStaff o GrandStaff.

<<
  \new StaffGroup <<
    \new Staff \relative {
      e'4 d
      \bar "||"
      f4 e
    }
    \new Staff \relative { \clef bass c'4 g e g }
  >>
  \new Staff \relative { \clef bass c'2 c2 }
>>

[image of music]

Il comando ‘\bar tipo-stanghetta’ è una scorciatoia di ‘\set Timing.whichBar = tipo-stanghetta’. Una stanghetta viene creata ogni volta che si imposta la proprietà whichBar.

Il tipo di stanghetta predefinita per le stanghette inserite automaticamente è "|". Si può modificare in qualsiasi momento con ‘\set Timing.measureBarType = tipo-stanghetta’.

Vedi anche

Guida alla notazione: Interruzioni di linea, Ripetizioni, Raggruppare i righi.

File installati: ‘scm/bar-line.scm’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: BarLine (creata al livello Staff), SpanBar (tra i righi), Timing_translator (per le proprietà di Timing).


Numeri di battuta

I numeri di battuta appaiono all’inizio di ogni linea tranne la prima. Il numero viene salvato nella proprietà currentBarNumber, che viene aggiornata automaticamente per ogni misura. Può anche essere impostata a mano:

\relative c' {
  c1 c c c
  \break
  \set Score.currentBarNumber = #50
  c1 c c c
}

[image of music]

I numeri di battuta possono essere mostrati a intervalli regolari anziché solo all’inizio di ogni linea. Per farlo occorre sovrascrivere il comportamento predefinito e permettere ai numeri di battuta di apparire anche in punti diversi dall’inizio della linea. Questo comportamento è regolato dalla proprietà break-visibility di BarNumber, che considera tre valori impostabili su #t o #f, i quali indicano se il numero di battuta corrispondente debba essere visibile o no. L’ordine dei tre valori è end of line visible, middle of line visible, beginning of line visible. Nell’esempio seguente i numeri di battuta compaiono in tutti i punti possibili:

\relative c' {
  \override Score.BarNumber.break-visibility = ##(#t #t #t)
  \set Score.currentBarNumber = #11
  % Permette la visualizzazione del primo numero di battuta
  \bar ""
  c1 | c | c | c
  \break
  c1 | c | c | c
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Mostrare il numero di battuta nella prima misura

Il primo numero di battuta di una partitura viene soppresso se è inferiore o uguale a ‘1’. Se si imposta barNumberVisibility su all-bar-numbers-visible, verrà mostrato il numero di battuta della prima misura e di tutte quelle successive. Si noti che perché funzioni è necessario inserire una stanghetta invisibile prima della prima nota.

\layout {
  indent = 0
  ragged-right = ##t
}

\relative c' {
  \set Score.barNumberVisibility = #all-bar-numbers-visible
  c1 | d | e | f \break
  g1 | e | d | c
}

[image of music]

Mostrare i numeri di battuta a intervalli regolari

I numeri di battuta possono essere resi visbili a intervalli regolari attraverso la proprietà barNumberVisibility. In questo esempio vengono mostrati ogni due misure eccetto alla fine della linea.

\relative c' {
  \override Score.BarNumber.break-visibility = #end-of-line-invisible
  \set Score.currentBarNumber = #11
  % Print a bar number every second measure
  \set Score.barNumberVisibility = #(every-nth-bar-number-visible 2)
  c1 | c | c | c | c
  \break
  c1 | c | c | c | c
}

[image of music]

Stampare i numeri di battuta a intervalli regolari variabili

L’intervallo dei numeri di battuta può essere modificato cambiando la funzione di contesto {set-bar-number-visibility}.

\relative c' {
  \override Score.BarNumber.break-visibility = #end-of-line-invisible
  \context Score \applyContext #(set-bar-number-visibility 4)
  \repeat unfold 10 c'1
  \context Score \applyContext #(set-bar-number-visibility 2)
  \repeat unfold 10 c
}

[image of music]

Numeri di battuta racchiusi in rettangoli o cerchi

I numeri di battuta possono apparire anche all’interno di rettangoli o cerchi.

\relative c' {
  % Prevent bar numbers at the end of a line and permit them elsewhere
  \override Score.BarNumber.break-visibility = #end-of-line-invisible
  \set Score.barNumberVisibility = #(every-nth-bar-number-visible 4)

  % Increase the size of the bar number by 2
  \override Score.BarNumber.font-size = #2

  % Draw a box round the following bar number(s)
  \override Score.BarNumber.stencil
    = #(make-stencil-boxer 0.1 0.25 ly:text-interface::print)
  \repeat unfold 5 { c1 }

  % Draw a circle round the following bar number(s)
  \override Score.BarNumber.stencil
    = #(make-stencil-circler 0.1 0.25 ly:text-interface::print)
  \repeat unfold 4 { c1 } \bar "|."
}

[image of music]

Numeri di battuta alternativi

Si possono impostare due metodi alternativi di numerazione della battuta, utili specialmente per le ripetizioni.

\relative c'{
  \set Score.alternativeNumberingStyle = #'numbers
  \repeat volta 3 { c4 d e f | }
    \alternative {
      { c4 d e f | c2 d \break }
      { f4 g a b | f4 g a b | f2 a | \break }
      { c4 d e f | c2 d }
    }
  c1 \break
  \set Score.alternativeNumberingStyle = #'numbers-with-letters
  \repeat volta 3 { c,4 d e f | }
    \alternative {
      { c4 d e f | c2 d \break }
      { f4 g a b | f4 g a b | f2 a | \break }
      { c4 d e f | c2 d }
    }
  c1
}

[image of music]

Allineare i numeri di battuta

Per impostazione predefinita i numeri di battuta sono allineati a destra rispetto al loro oggetto genitore. Di solito si tratta del margine sinistro della linea oppure, se i numeri appaiono all’interno della linea, del lato sinistro della stanghetta. I numeri possono essere posizionati anche direttamente sopra la stanghetta oppure allineati a sinistra della stanghetta.

\relative c' {
  \set Score.currentBarNumber = #111
  \override Score.BarNumber.break-visibility = #all-visible
  % Increase the size of the bar number by 2
  \override Score.BarNumber.font-size = #2
  % Print a bar number every second measure
  \set Score.barNumberVisibility = #(every-nth-bar-number-visible 2)
  c1 | c1
  % Center-align bar numbers
  \override Score.BarNumber.self-alignment-X = #CENTER
  c1 | c1
  % Left-align bar numbers
  \override Score.BarNumber.self-alignment-X = #LEFT
  c1 | c1
}

[image of music]

Togliere i numeri di battuta da uno spartito

I numeri di battuta possono essere tolti rimuovendo l’incisore Bar_number_engraver dal contesto Score.

\layout {
  \context {
    \Score
    \omit BarNumber
    % or:
    %\remove "Bar_number_engraver"
  }
}

\relative c'' {
  c4 c c c \break
  c4 c c c
}

[image of music]

Vedi anche

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: BarNumber, Bar_number_engraver.

Problemi noti e avvertimenti

I numeri di battuta possono collidere con la parte superiore della parentesi quadra di StaffGroup, se presente. Per evitare la collisione, si può usare la proprietà padding di BarNumber per posizionare correttamente il numero. Si veda StaffGroup e BarNumber per maggiori informazioni.


Controlli di battuta e del numero di battuta

I controlli di battuta aiutano a rilevare gli errori di durata. Il controllo di battuta si inserisce col simbolo della barra verticale, |, in un qualsiasi punto in cui è previsto l’inserimento di una stanghetta. Se vengono trovati controlli di battuta in punti diversi, viene creata una lista di avvisi nel file di log che mostra i numeri di linea e le linee in cui il controllo è fallito. Nell’esempio seguente il secondo controllo di battuta segnalerà un errore.

\time 3/4 c2 e4 | g2 |

Una durata non corretta può generare uno spartito completamente alterato, specialmente nel caso di brani polifonici. Quindi il primo passo da compiere per correggere l’input è la verifica dei controlli di battuta e delle durate errate.

Se i controlli di battuta successivi sono spostati dello stesso intervallo musicale, viene mostrato solo il primo messaggio di avviso. Così l’avvertimento si concentra sulla causa dell’errore di tempo.

I controlli di battuta possono essere usati anche all’interno del testo vocale:

\lyricmode {
  \time 2/4
  Twin -- kle | Twin -- kle |
}

Attenzione: i segni di controllo di ottava nel testo vocale sono elaborati nel momento musicale in cui la sillaba che segue il segno di controllo viene elaborata. Se il testo è associato alle note di una voce che ha una pausa all’inizio di una battuta, non è possibile individuare alcuna sillaba all’inizio di quella battuta e apparirà un avvertimento se viene posto un controllo di battuta in quel punto del testo vocale.

È anche possibile ridefinire l’azione da prendere quando si incontra un controllo di battuta o simbolo di barra verticale, |, nell’input, in modo che avvenga qualcosa di diverso dal controllo di battuta. Si può fare assegnando un’espressione musicale a "|". Nell’esempio seguente |, invece di controllare la fine di una battuta, viene usato per inserire una stanghetta doppia ovunque appaia nell’input.

"|" = \bar "||"
{
  c'2 c' |
  c'2 c'
  c'2 | c'
  c'2 c'
}

[image of music]

Quando si copiano brani di una certa ampiezza, può essere d’aiuto verificare che i numeri di battuta di LilyPond corrispondano all’originale a partire dal quale si sta scrivendo il brano. Si può abilitare con \barNumberCheck, ad esempio,

\barNumberCheck #123

genererà un avvertimento se currentBarNumber non è 123 nel momento in cui viene elaborato.

Vedi anche

Frammenti di codice: Rhythms.


Segni di chiamata

Per creare un segno di chiamata si usa il comando \mark.

\relative c'' {
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
}

[image of music]

Il segno viene incrementato automaticamente se si usa \mark \default, ma è possibile usare anche un numero intero come argomento in modo da impostare il segno manualmente. Il valore da usare viene salvato nella proprietà rehearsalMark.

\relative c'' {
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
  c1 \mark #8
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
}

[image of music]

La lettera ‘I’ viene saltata, come vuole la tradizione tipografica. Se si desidera includere la lettera ‘I’, si può usare uno dei seguenti comandi, a seconda dello stile che si vuole (solo lettere, lettere in un quadrato o lettere in un cerchio).

\set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-alphabet
\set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-box-alphabet
\set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-circle-alphabet
\relative c'' {
  \set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-box-alphabet
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
  c1 \mark #8
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
}

[image of music]

Lo stile viene definito dalla proprietà rehearsalMarkFormatter. È una funzione che accoglie come argomenti il segno corrente (un numero intero) e il contesto corrente. Dovrebbe restituire un oggetto testuale. Nell’esempio seguente, rehearsalMarkFormatter viene prima impostato su una procedura predefinita e dopo alcune misure su una procedura che produce un numero racchiuso in un quadrato.

\relative c'' {
  \set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-numbers
  c1 \mark \default
  c1 \mark \default
  \set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-box-numbers
  c1 \mark \default
  \set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-circle-numbers
  c1 \mark \default
  \set Score.rehearsalMarkFormatter = #format-mark-circle-letters
  c1
}

[image of music]

Il file ‘scm/translation-functions.scm’ contiene le definizioni di format-mark-letters (il formato predefinito), format-mark-box-letters, format-mark-numbers e format-mark-box-numbers. Possono essere usate come fonte di ispirazione per creare altre funzioni di formattazione.

Si possono usare format-mark-barnumbers, format-mark-box-barnumbers e format-mark-circle-barnumbers per ottenere i numeri di battuta invece di numeri o lettere crescenti.

Si possono specificare manualmente altri stili di segni di chiamata:

\mark "A1"

Si noti che Score.rehearsalMarkFormatter non ha effetto sui segni specificati in questo modo. Tuttavia, è possibile applicare un \markup alla stringa.

\mark \markup { \box A1 }

I glifi musicali (come il Segno) possono essere posti dentro il comando \mark

\relative c' {
  c1 \mark \markup { \musicglyph "scripts.segno" }
  c1 \mark \markup { \musicglyph "scripts.coda" }
  c1 \mark \markup { \musicglyph "scripts.ufermata" }
  c1
}

[image of music]

L’elenco dei simboli che possono essere prodotti con \musicglyph si trova in Il font Emmentaler.

Per le più comuni modifiche relative al posizionamento dei segni di chiamata, si veda Formattazione del testo. Per ottenere un controllo più preciso si consiglia di studiare il funzionamento della proprietà break-alignable-interface descritta in Allineamento degli oggetti.

Il file ‘scm/translation-functions.scm’ contiene le definizioni di format-mark-numbers e format-mark-letters, che possono essere usate come fonte di ispirazione per creare altre funzioni di formattazione.

Vedi anche

Guida alla notazione: Il font Emmentaler, Formattazione del testo, Allineamento degli oggetti.

File installati: ‘scm/translation-functions.scm’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: MarkEvent, Mark_engraver, RehearsalMark.


1.2.6 Questioni ritmiche particolari


Abbellimenti

Gli abbellimenti sono degli ornamenti musicali che hanno un carattere in corpo più piccolo e non alterano la durata della misura.

\relative {
  c''4 \grace b16 a4(
  \grace { b16 c16 } a2)
}

[image of music]

Esistono altri tre tipi di abbellimenti possibili; l’acciaccatura – un abbellimento in tempo libero indicato da una nota con legatura di portamento e un gambo barrato – e l’appoggiatura, che sottrae un valore determinato della nota principale a cui corrisponde e ha un gambo non barrato. È anche possibile creare un abbellimento con gambo barrato, come l’acciaccatura, ma privo di legatura di portamento, in modo da collocarla tra note già poste sotto una legatura: si usa il comando \slashedGrace.

\relative {
  \acciaccatura d''8 c4
  \appoggiatura e8 d4
  \acciaccatura { g16 f } e2
  \slashedGrace a,8 g4
  \slashedGrace b16 a4(
  \slashedGrace b8 a2)
}

[image of music]

Il posizionamento degli abbellimenti è sincronizzato sui diversi righi. Nell’esempio seguente, ci sono due abbellimenti da un sedicesimo ogni abbellimento da un ottavo

<<
  \new Staff \relative { e''2 \grace { c16 d e f } e2 }
  \new Staff \relative { c''2 \grace { g8 b } c2 }
>>

[image of music]

Se si desidera risolvere una nota su un abbellimento, si usa il comando \afterGrace. Considera due argomenti: la nota principale e gli abbellimenti che la seguono.

\relative { c''1 \afterGrace d1 { c16[ d] } c1 }

[image of music]

In questo modo, gli abbellimenti sono collocati dopo l’inizio della nota principale. Il momento temporale in cui sono posti gli abbellimenti è una certa frazione della durata della nota principale. L’impostazione predefinita di

afterGraceFraction = 3/4

può essere ridefinita nel livello superiore. Ma è anche possibile specificare la frazione per ogni singolo comando \afterGrace.

L’esempio seguente mostra le diverse spaziature che si ottengono con la frazione predefinita, impostandola a 15/16 e infine a 1/2 della nota principale.

<<
  \new Staff \relative {
    c''1 \afterGrace d1 { c16[ d] } c1
  }
  \new Staff \relative {
    c''1 \afterGrace 15/16 d1 { c16[ d] } c1
  }
  \new Staff \relative {
    c''1 \afterGrace 1/2 d1 { c16[ d] } c1
  }
>>

[image of music]

Lo spazio tra la nota principale e l’abbellimento può essere definito anche attraverso delle pause spaziatrici. L’esempio seguente sposta l’abbellimento di uno spazio equivalente ai 7/8 della nota principale.

\new Voice \relative {
  <<
    { d''1^\trill_( }
    { s2 s4. \grace { c16 d } }
  >>
  c1)
}

[image of music]

L’espressione musicale introdotta dal comando \grace avrà delle impostazioni tipografiche speciali; per esempio, per rimpicciolire il tipo di carattere e impostare le direzioni. Dunque le modifiche che sovrascrivono tali impostazioni speciali devono essere poste all’interno del blocco \grace. Lo stesso vale per le modifiche che ripristinano i valori predefiniti. Nell’esempio seguente la direzione predefinita del gambo viene prima sovrascritta e poi ripristinata.

\new Voice \relative {
  \acciaccatura {
    \stemDown
    f''16->
    \stemNeutral
  }
  g4 e c2
}

[image of music]

Frammenti di codice selezionati

Usare il gambo barrato degli abbellimenti con le teste normali

Il gambo barrato presente nelle acciaccature può essere applicato in altre situazioni.

\relative c'' {
  \override Flag.stroke-style = #"grace"
  c8( d2) e8( f4)
}

[image of music]

Modificare l’aspetto degli abbellimenti di un intero brano

L’aspetto di tutte le espressioni contenute nei blocchi \grace di un brano può essere modificato con le funzioni add-grace-property e remove-grace-property. L’esempio seguente toglie la definizione della direzione di Stem nell’abbellimento, in modo che gli abbellimenti non siano sempre rivolti in su, e barra le teste di nota.

\relative c'' {
  \new Staff {
    $(remove-grace-property 'Voice 'Stem 'direction)
    $(add-grace-property 'Voice 'NoteHead 'style 'cross)
    \new Voice {
       \acciaccatura { f16 } g4
       \grace { d16 e } f4
       \appoggiatura { f,32 g a } e2
    }
  }
}

[image of music]

Ridefinire le impostazioni predefinite globali degli abbellimenti

Le impostazioni globali predefinite degli abbellimenti sono salvate negli identificatori startGraceMusic, stopGraceMusic, startAcciaccaturaMusic, stopAcciaccaturaMusic, startAppoggiaturaMusic e stopAppoggiaturaMusic, che sono definiti nel file ly/grace-init.ly. Ridefinendoli si possono ottenere effetti diversi.

startAcciaccaturaMusic = {
  <>(
  \override Flag.stroke-style = #"grace"
  \slurDashed
}

stopAcciaccaturaMusic = {
  \revert Flag.stroke-style
  \slurSolid
  <>)
}

\relative c'' {
  \acciaccatura d8 c1
}

[image of music]

Posizionare gli abbellimenti con dello spazio fluttuante

Se si imposta la proprietà 'strict-grace-spacing, le colonne musicali degli abbellimenti ’fluttuano’, ovvero si scollegano dalle note normali: prima vengono spaziate le note normali, poi le colonne musicali degli abbellimenti vengono messe a sinistra delle colonne delle note principali.

\relative c'' {
  <<
    \override Score.SpacingSpanner.strict-grace-spacing = ##t
    \new Staff \new Voice {
      \afterGrace c4 { c16[ c8 c16] }
      c8[ \grace { b16 d } c8]
      c4 r
    }
    \new Staff {
      c16 c c c c c c c c4 r
    }
  >>
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: acciaccatura, acciaccatura, appoggiatura.

Guida alla notazione: Scalare le durate, Travature manuali.

File installati: ‘ly/grace-init.ly’.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: GraceMusic, Grace_beam_engraver, Grace_auto_beam_engraver, Grace_engraver, Grace_spacing_engraver.

Problemi noti e avvertimenti

Una acciaccatura con molte note raggruppate sotto una travatura è priva della barra trasversale e ha il medesimo aspetto di una appoggiatura composta da varie note raggruppate sotto una travatura.

La sincronizzazione degli abbellimenti può nascondere delle sorprese, perché vengono sincronizzati anche altri elementi della notazione del rigo, come le armature di chiave, le stanghette, etc. Fai attenzione quando metti insieme righi che hanno degli abbellimenti con righi che non ne hanno. Ad esempio

<<
  \new Staff \relative { e''4 \section \grace c16 d2. }
  \new Staff \relative { c''4 \section d2. }
>>

[image of music]

Si può ovviare a questo problema inserendo degli abbellimenti della durata corrispondente negli altri righi. Riprendendo l’esempio precedente

<<
  \new Staff \relative { e''4 \section \grace c16 d2. }
  \new Staff \relative { c''4 \section \grace s16 d2. }
>>

[image of music]

L’uso del comando \grace nella parte con le pause spaziatrici è obbligatorio, anche se la parte visibile usa \acciaccatura o \appoggiatura, perché altrimenti apparirà un orribile frammento di legatura di portamento che connette la nota di abbellimento invisibile alla nota seguente.

Le sezioni con abbellimenti devono essere usate solamente all’interno di espressioni musicali sequenziali. Non è permesso annidare o affiancare gruppi di abbellimenti; potrebbero verificarsi blocchi del programma o altri errori se non si rispetta questa limitazione.

Ogni abbellimento generato nell’output MIDI ha una durata di 1/4 della sua vera durata. Se la durata complessiva degli abbellimenti è maggiore della durata della nota che li precede, verrà generato l’errore “Going back in MIDI time”. A meno che non si diminuisca la durata degli abbellimenti, ad esempio:

c'8 \acciaccatura { c'8[ d' e' f' g'] }

diventa:

c'8 \acciaccatura { c'16[ d' e' f' g'] }

Oppure si cambia esplicitamente la durata musicale:

c'8 \acciaccatura { \scaleDurations 1/2 { c'8[ d' e' f' g'] } }

Vedi Scalare le durate.


Allineamento sulle cadenze

Nell’ambito di una partitura per orchestra, le cadenze presentano un problema peculiare: quando si scrive una partitura che include una cadenza o un altro passaggio solistico, tutti gli altri strumenti devono saltare esattamente la durata complessiva delle note del passaggio, altrimenti inizieranno troppo presto o troppo tardi.

Una possibile soluzione a questo problema consiste nell’uso delle funzioni mmrest-of-length e skip-of-length. Queste funzioni Scheme prendono come argomento una sezione di musica salvata in una variabile e generano una pausa multipla o \skip della lunghezza esatta del brano.

MyCadenza = \relative {
  c'4 d8 e f g g4
  f2 g4 g
}

\new GrandStaff <<
  \new Staff {
    \MyCadenza c'1
    \MyCadenza c'1
  }
  \new Staff {
    #(mmrest-of-length MyCadenza)
    c'1
    #(skip-of-length MyCadenza)
    c'1
  }
>>

[image of music]

Vedi anche

Glossario musicale: cadenza.

Frammenti di codice: Rhythms.


Gestione del tempo

Il tempo è gestito da Timing_translator, che si trova nel contesto Score. Un suo alias, Timing, viene aggiunto nel contesto nel quale si trova Timing_translator. Per assicurarsi che l’alias Timing sia disponibile, occorre istanziare esplicitamente il contesto che lo contiene (come Voice o Staff).

Si usano le seguenti proprietà di Timing per tenere traccia del tempo in una partitura.

currentBarNumber

Il numero di battuta corrente. Un esempio che mostra l’uso di questa proprietà si trova in Numeri di battuta.

measureLength

La durata delle misure nel tempo corrente. Per un tempo di 4/4 è 1, per un tempo di 6/8 è 3/4. Il suo valore determina quando debbano essere inserite le stanghette e come debbano essere generate le travature automatiche.

measurePosition

Il punto della misura in cui ci si trova. Questa quantità viene reimpostata sottraendo measureLength ogni volta che measureLength viene raggiunto o superato. Quando questo accade, currentBarNumber viene incrementato.

timing

Se impostato su #t, le variabili precedenti sono aggiornate ad ogni momento temporale. Se impostato su #f, l’incisore rimane nella misura corrente per un tempo indefinito.

Si può cambiare il tempo impostando esplicitamente una qualsiasi di queste variabili. Nel prossimo esempio, viene visualizzata l’indicazione di tempo predefinita di 4/4, ma measureLength è impostato su 5/4. A 4/8 della terza misura, measurePosition si sposta in avanti di 1/8 fino a 5/8, diminuendo quella misura di 1/8. Quindi la stanghetta successiva si troverà a 9/8 invece che a 5/4.

\new Voice \relative {
  \set Timing.measureLength = #(ly:make-moment 5/4)
  c'1 c4 |
  c1 c4 |
  c4 c
  \set Timing.measurePosition = #(ly:make-moment 5/8)
  b4 b b8 |
  c4 c1 |
}

[image of music]

Come mostra l’esempio, ly:make-moment n/m definisce una durata di n/m della nota intera. Ad esempio, ly:make-moment 1/8 corrisponde alla durata di un ottavo mentre ly:make-moment 7/16 a quella di sette sedicesimi.

Vedi anche

Guida alla notazione: Numeri di battuta, Musica in tempo libero.

Frammenti di codice: Rhythms.

Guida al funzionamento interno: Timing_translator, Score.


1.3 Segni di espressione

[image of music]

Questa sezione elenca vari segni di espressione che si possono usare in una partitura.


1.3.1 Segni di espressione collegati alle note

Questa sezione spiega come creare segni di espressione collegati alle note: articolazioni, abbellimenti e dinamiche. Sono trattati anche i metodi per creare nuove indicazioni dinamiche.


Articolazioni e abbellimenti

I diversi simboli che rappresentano articolazioni, ornamenti e altre indicazioni esecutive possono essere collegati a una nota con questa sintassi:

nota\nome

I valori possibili per nome sono elencati in Elenco delle articolazioni. Ad esempio:

\relative {
  c''4\staccato c\mordent b2\turn
  c1\fermata
}

[image of music]

Alcune di queste articolazioni hanno delle abbreviazioni che ne semplificano l’inserimento. Le abbreviazioni sono attaccate al nome della nota e la loro sintassi è composta da un trattino - seguito da un simbolo che indica l’articolazione. Esistono abbreviazioni predefinite per marcato, chiuso, tenuto, staccatissimo, accento, staccato e portato. L’output corrispondente è:

\relative {
  c''4-^ c-+ c-- c-!
  c4-> c-. c2-_
}

[image of music]

Le regole per il posizionamento predefinito delle articolazioni sono definite in ‘scm/script.scm’. Articolazioni e ornamenti possono essere posizionati manualmente sopra o sotto il rigo; si veda Direzione e posizionamento.

Le articolazioni sono oggetti Script. Le loro proprietà sono descritte in dettaglio in Script.

Oltre alle articolazioni, si può attaccare alle note anche un testo, posto tra virgolette o in un blocco \markup{}. Si veda Scritte.

Ulteriori informazioni sull’ordine degli oggetti Script e TextScript collegati alle note si trovano in Posizionamento degli oggetti.

Frammenti di codice selezionati

Modificare i valori predefiniti per le abbreviazioni delle articolazioni

Le abbreviazioni sono definite in ‘ly/script-init.ly’, dove sono assegnati valori predefiniti alle variabili dashHat, dashPlus, dashDash, dashBang, dashLarger, dashDot e dashUnderscore. Questi valori predefiniti possono essere modificati. Ad esempio, per associare l’abbreviazione -+ (dashPlus) al simbolo del trillo invece che al simbolo + predefinito, si assegna il valore trill alla variabile dashPlus:

\relative c'' { c1-+ }

dashPlus = \trill

\relative c'' { c1-+ }

[image of music]

Controllo dell’ordine verticale degli script

L’ordine verticale degli script è determinato dalla proprietà 'script-priority. Più il numero è piccolo, più sarà posto vicino alla nota. In questo esempio, il simbolo di diesis (oggetto TextScript) ha prima la priorità più bassa, dunque è posto più in basso nel primo esempio. Nel secondo, il trillo (oggetto Script) ha la priorità più bassa, quindi si trova all’interno. Quando due oggetti hanno la stessa priorità, l’ordine in cui sono inseriti determina quale viene prima.

\relative c''' {
  \once \override TextScript.script-priority = #-100
  a2^\prall^\markup { \sharp }

  \once \override Script.script-priority = #-100
  a2^\prall^\markup { \sharp }
}

[image of music]

Creare un gruppetto ritardato

Creare un gruppetto ritardato, dove la nota più bassa del gruppetto usa l’alterazione, richiede vari \override. La proprietà outside-staff-priority deve essere impostata su #f, perché altrimenti questa avrebbe la precedenza sulla proprietà avoid-slur. Cambiando le frazioni 2/3 e 1/3 si aggiusta la posizione orizzontale.

\relative c'' {
  \after 2*2/3 \turn c2( d4) r |
  \after 4 \turn c4.( d8)
  \after 4
  {
    \once \set suggestAccidentals = ##t
    \once \override AccidentalSuggestion.outside-staff-priority = ##f
    \once \override AccidentalSuggestion.avoid-slur = #'inside
    \once \override AccidentalSuggestion.font-size = -3
    \once \override AccidentalSuggestion.script-priority = -1
    \once \hideNotes
    cis8\turn \noBeam
  }
  d4.( e8)
}

[image of music]

Vedi anche

Glossario Musicale: tenuto, accento, staccato, portato.

Manuale di apprendimento: Posizionamento degli oggetti.

Guida alla notazione: Scritte, Direzione e posizionamento, Elenco delle articolazioni, Trilli.

File installati: ‘scm/script.scm’.

Frammenti: Expressive marks.

Guida al funzionamento interno: Script, TextScript.


Dinamiche

Le indicazioni dinamiche assolute si indicano con un comando che segue una nota, come ad esempio c4\ff. Le indicazioni dinamiche disponibili sono \ppppp, \pppp, \ppp, \pp, \p, \mp, \mf, \f, \ff, \fff, \ffff, \fffff, \fp, \sf, \sff, \sp, \spp, \sfz e \rfz. Le indicazioni dinamiche possono essere posizionate manualmente sopra o sotto il rigo, come è spiegato in dettaglio in Direzione e posizionamento.

\relative c'' {
  c2\ppp c\mp
  c2\rfz c^\mf
  c2_\spp c^\ff
}

[image of music]

Un’indicazione di crescendo inizia con \< e termina con \!, un’indicazione dinamica assoluta o un’ulteriore indicazione di crescendo o decrescendo. Un’indicazione di decrescendo inizia con \> e termina nello stesso modo, ovvero con \!, un’indicazione dinamica assoluta oppure un altro segno di crescendo o decrescendo. Si possono usare \cr e \decr al posto di \< e \>; si possono usare \endcr e \enddecr al posto di \! per terminare unindicazione di crescendo o decrescendo, rispettivamente. Le forcelle vengono create con questa notazione.

\relative c'' {
  c2\< c\!
  d2\< d\f
  e2\< e\>
  f2\> f\!
  e2\> e\mp
  d2\> d\>
  c1\!
}

[image of music]

Una forcella che termina con \! si estenderà fino al margine destro della nota a cui è assegnato \!. Nel caso in cui sia terminata con l’inizio di un altro segno di crescendo o decrescendo, si estenderà fino al centro della nota a cui è assegnato il successivo \< o \>. La forcella successiva partirà dal margine destro della stessa nota invece che dal margine sinistro, come accade quando si termina con \!. Una forcella che termina sul battere si fermerà alla stanghetta precedente.

\relative {
  c''1\< | c4 a c\< a | c4 a c\! a\< | c4 a c a\!
}

[image of music]

Le forcelle terminate con indicazioni dinamiche assolute invece che da \! avranno un aspetto simile. Tuttavia, la lunghezza dell’indicazione dinamica assoluta stessa può cambiare il punto in cui finisce la forcella precedente.

\relative {
  c''1\< | c4 a c\mf a | c1\< | c4 a c\ffff a
}

[image of music]

Occorre usare le pause spaziatrici per attaccare più di un’indicazione a una nota. Questo è utile soprattutto quando si aggiunge un crescendo e un decrescendo alla stessa nota:

\relative {
  c''4\< c\! d\> e\!
  << f1 { s4 s4\< s4\> s4\! } >>
}

[image of music]

Il comando \espressivo permette di indicare un crescendo e un decrescendo sulla stessa nota. Tuttavia, si tenga presente che viene implementato come articolazione, non come dinamica.

\relative {
  c''2 b4 a
  g1\espressivo
}

[image of music]

Le indicazioni di crescendo testuali iniziano con \cresc, quelle di decrescendo con \decresc o \dim. Le linee di estensione sono aggiunte automaticamente.

\relative {
  g'8\cresc a b c b c d e\mf |
  f8\decresc e d c e\> d c b |
  a1\dim ~ |
  a2. r4\! |
}

[image of music]

Le indicazioni testuali per i cambi di dinamica possono essere impiegate anche per sostituire le forcelle:

\relative c'' {
  \crescTextCresc
  c4\< d e f\! |
  \dimTextDecresc
  g4\> e d c\! |
  \dimTextDecr
  e4\> d c b\! |
  \dimTextDim
  d4\> c b a\! |
  \crescHairpin
  \dimHairpin
  c4\< d\! e\> d\! |
}

[image of music]

Per creare nuove indicazioni dinamiche assolute o testi da allineare alle dinamiche, si veda Nuove indicazioni dinamiche.

Il posizionamento verticale della dinamica è gestito da DynamicLineSpanner.

Esiste un contesto Dynamics che permette di posizionare le indicazioni dinamiche su un’apposita linea orizzontale. Si usano le pause spaziatrici per indicarne la collocazione temporale (le note in un contesto Dynamics occupano infatti il rispettivo valore musicale, ma senza comparire sul rigo). Il contesto Dynamics può contenere altri elementi utili come indicazioni testuali, estensori del testo e indicazioni di pedalizzazione del pianoforte.

<<
  \new Staff \relative {
    c'2 d4 e |
    c4 e e,2 |
    g'4 a g a |
    c1 |
  }
  \new Dynamics {
    s1\< |
    s1\f |
    s2\dim s2-"rit." |
    s1\p |
  }
>>

[image of music]

Comandi predefiniti

\dynamicUp, \dynamicDown, \dynamicNeutral, \crescTextCresc, \dimTextDim, \dimTextDecr, \dimTextDecresc, \crescHairpin, \dimHairpin.

Frammenti di codice selezionati

Impostare il comportamento delle forcelle sulle stanghette

Se la nota che termina una forcella si trova sul primo battito di una battuta, la forcella si ferma prima della stanghetta che precede la nota. Si può controllare questo comportamento modificando la proprietà 'to-barline.

\relative c'' {
  e4\< e2.
  e1\!
  \override Hairpin.to-barline = ##f
  e4\< e2.
  e1\!
}

[image of music]

Impostare la lunghezza minima delle forcelle

Se le forcelle sono troppo corte, possono essere allungate modificando la proprietà minimum-length dell’oggetto Hairpin.

<<
  {
    \after 4 \< \after 2 \> \after 2. \! f'1
    \override Hairpin.minimum-length = #8
    \after 4 \< \after 2 \> \after 2. \! f'1
  }
  {
    \repeat unfold 8 c'4
  }
>>

[image of music]

Spostare le estremità delle forcelle

Le estremità delle forcelle possono essere spostate in modo relativo alla loro posizione predefinita (offset) impostando la proprietà shorten-pair dell’oggetto Hairpin. Valori positivi spostano le estremità a destra, valori negativi le spostano a sinistra. Diversamente dalla proprietà minimum-length, questa proprietà modifica solo l’aspetto della forcella; non cambia la spaziatura orizzontale (inclusa la posizione delle dinamiche confinanti). Questo metodo è quindi utile per ritoccare una forcella entro lo spazio ad essa allocato.

{
  c'1~\<
  c'2~ c'\!
  \once \override Hairpin.shorten-pair = #'(2 . 2)
  c'1~\<
  c'2~ c'\!
  \once \override Hairpin.shorten-pair = #'(-2 . -2)
  c'1~\<
  c'2~ c'\!
  c'1~\p-\tweak shorten-pair #'(2 . 0)\<
  c'2~ c'\ffff
}

[image of music]

Forcelle con notazione al niente

Le forcelle di dinamica possono essere rappresentate con ua punta tonda (notazione “al niente”) impostando la proprietà circled-tip dell’oggetto Hairpin su #t.

\relative c'' {
  \override Hairpin.circled-tip = ##t
  c2\< c\!
  c4\> c\< c2\!
}

[image of music]

Stampare le forcelle in vari stili

Il segno di dinamica della forcella può avere diversi stili

\relative c'' {
  \override Hairpin.stencil = #flared-hairpin
  a4\< a a a\f
  a4\p\< a a a\ff
  a4\sfz\< a a a\!
  \override Hairpin.stencil = #constante-hairpin
  a4\< a a a\f
  a4\p\< a a a\ff
  a4\sfz\< a a a\!
  \override Hairpin.stencil = #flared-hairpin
  a4\> a a a\f
  a4\p\> a a a\ff
  a4\sfz\> a a a\!
  \override Hairpin.stencil = #constante-hairpin
  a4\> a a a\f
  a4\p\> a a a\ff
  a4\sfz\><